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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Salute · Analisi mercoledì 16 settembre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Mpox, l'OMS conferma il rischio moderato: trasmissione comunitaria anche in Italia

Il report dell'Organizzazione Mondiale della Sanità del 14 settembre mantiene la classificazione di rischio moderato per l'mpox a livello globale, includendo l'Italia tra i paesi con circolazione comunitaria del clade Ib.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Zakir Rushanly su Pexels

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato il 14 settembre 2026 il report che aggiorna la valutazione del rischio legato all’mpox, la malattia infettiva nota in passato come vaiolo delle scimmie. La classificazione, elaborata con una valutazione rapida condotta ad agosto e confermata dal documento ufficiale, colloca il rischio a livello mondiale su un livello moderato.

Il dato che riguarda più da vicino il nostro paese è l’inclusione dell’Italia nell’elenco delle nazioni in cui il virus continua a circolare con trasmissione comunitaria del clade Ib di Mpxv. Nello stesso gruppo compaiono Repubblica Ceca, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo, Svizzera e Regno Unito. Si tratta di otto paesi europei, Italia compresa, in cui l’OMS registra una diffusione del virus che non si limita a casi importati isolati ma si sostiene attraverso contagi locali.

La distinzione tra i cladi del virus mpox non è un dettaglio tecnico marginale. Il clade Ib è la variante che dal 2023 ha suscitato più attenzione da parte delle autorità sanitarie internazionali per la sua capacità di diffusione, distinta dal clade IIb che aveva caratterizzato l’epidemia del 2022. La presenza di trasmissione comunitaria, cioè non riconducibile a viaggi o contatti con aree di origine del virus, indica che la circolazione si è radicata localmente in più paesi europei.

Va detto con chiarezza quali sono i limiti di questa informazione così come emerge dal materiale disponibile: la notizia proviene al momento da un’unica origine, il report dell’OMS ripreso da una testata; non è al momento possibile una conferma indipendente della portata specifica della circolazione italiana, né sono disponibili in questa sede numeri su casi accertati nel nostro paese. L’OMS stessa qualifica il rischio come moderato, non alto, un dettaglio che va mantenuto nella lettura della notizia: la classificazione dell’agenzia distingue tra un’allerta che richiede sorveglianza e misure di sanità pubblica e uno scenario di emergenza acuta.

L’mpox era già stato dichiarato emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale dall’OMS nel 2024 proprio in relazione alla diffusione del clade Ib, prima in Africa centrale e poi in altri continenti. Il report del 14 settembre 2026 conferma che quella classificazione resta in vigore, aggiornando la mappa dei paesi coinvolti dalla trasmissione comunitaria.

Per i lettori italiani il punto rilevante è che la sorveglianza resta attiva anche nel paese, secondo quanto riportato dall’agenzia. La valutazione dell’OMS non equivale a un allarme immediato per la popolazione generale, ma segnala una circolazione del virus che le autorità sanitarie internazionali ritengono meritevole di monitoraggio continuo, in linea con la classificazione di rischio moderato mantenuta dal report.

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