Bollo sospeso per un anno, Meloni: 'Vorrei arrivare a fine legislatura'
Un decreto del Consiglio dei ministri esenta per il 2027 auto piccole e medie e motocicli dal bollo; in conferenza stampa la premier apre alla fiducia sulla legge elettorale e non esclude elezioni anticipate.
Il governo Meloni ha approvato un decreto che sospende per un anno la tassa di possesso obbligatoria su un’ampia fascia di veicoli. L’esenzione riguarderà nel 2027 le auto con potenza fino a 80 kW e tutti i motocicli, per un solo veicolo a testa: secondo il Corriere della Sera la platea comprende un solo bollo, quello di importo più basso, per ogni persona. La misura interesserà, secondo quanto riferito, 14,5 milioni di veicoli e sarà in vigore dal 1° gennaio al 31 dicembre 2027.
Nella bozza del decreto è previsto un trasferimento di 2.293,5 milioni di euro alle Regioni e alle Province autonome per il 2027, a compensazione del mancato gettito. Al provvedimento si affianca una proroga, più ridotta rispetto al passato, dello sconto sulle accise dei carburanti: secondo la Repubblica lo sconto sul diesel scende a 12,2 centesimi di euro al litro dal 18 al 25 settembre, per poi ridursi ulteriormente a 6,1 centesimi fino al 5 ottobre. Il Corriere della Sera colloca la misura nel contesto di un’inflazione annua di agosto salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio.
«Lo schema è quello del governo Berlusconi sulla casa» — Giorgia Meloni, presidente del Consiglio
Il riferimento della premier accompagna la presentazione della misura sul bollo, descritta come un’esenzione temporanea e non come un’abolizione strutturale.
La stessa giornata ha visto Giorgia Meloni comparire a sorpresa in conferenza stampa a Palazzo Chigi, in un’uscita pubblica riferita da un’unica fonte (Il Messaggero); non risultano al momento conferme indipendenti sui contenuti specifici dell’intervento. La premier ha dichiarato l’intenzione di completare il mandato, rivendicando la stabilità dell’attuale maggioranza di governo.
«Vorrei arrivare alla fine della legislatura» — Giorgia Meloni, presidente del Consiglio
Meloni non ha escluso un ritorno anticipato alle urne nel caso in cui la legge elettorale venisse bocciata alla Camera con il voto segreto, legando così l’esito del provvedimento istituzionale alla tenuta stessa dell’esecutivo. Il testo della riforma elettorale, già approvato dal Senato, è atteso in terza lettura alla Camera a partire dal 28 settembre.
Il decreto sul bollo e sulle accise dovrà ora seguire il consueto iter di conversione, mentre il confronto sulla legge elettorale si sposta sui tempi e sui numeri del voto segreto alla Camera.
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