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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Economia e Mercati · Analisi giovedì 17 settembre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

La Fed alza i tassi al 3,75%-4%, primo rialzo dal 2023

Il FOMC ha aumentato il tasso di riferimento di 25 punti base; il nuovo "dot plot" mostra però forti divergenze tra i membri del Comitato sul percorso dei tassi nei prossimi due anni.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Quang Vuong su Pexels

La Federal Reserve ha alzato il tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo al 3,75%-4%. Si tratta del primo rialzo dei tassi da parte della banca centrale statunitense dal luglio 2023, una svolta rispetto al ciclo di politica monetaria seguito fino a questo punto. La notizia proviene al momento da un’unica origine, la Federal Reserve stessa attraverso il proprio comunicato ufficiale; non risultano conferme indipendenti disponibili sui dettagli della decisione.

La decisione arriva dopo un dato di inflazione core PCE che si è collocato sopra il target del 2% fissato dalla banca centrale, insieme a segnali contrastanti sul mercato del lavoro statunitense. Il comunicato del FOMC non riporta le motivazioni interne al Comitato oltre a questi due elementi congiunturali, e non risultano al momento letture ulteriori disponibili sulla scelta di intervenire in questo contesto.

Il 16 settembre la Fed ha pubblicato anche il nuovo “dot plot”, il grafico che raccoglie le proiezioni individuali dei membri del FOMC sul percorso futuro dei tassi. Il documento mostra una dispersione di opinioni marcata: per la fine del 2026 alcuni membri indicano la possibilità di ulteriori rialzi, tra un quarto e mezzo punto percentuale. Le proiezioni non specificano se altri membri prevedano invece una stabilizzazione entro lo stesso orizzonte. Per la fine del 2027 le proiezioni dei singoli membri del Comitato si distanziano di circa un punto percentuale, un divario che segnala l’assenza di una linea condivisa sul medio periodo.

Questa divergenza interna al FOMC segnala che, pur avendo agito compatto sulla decisione di settembre, il Comitato resta diviso sulla traiettoria da seguire nei prossimi due anni. Il prossimo “dot plot”, atteso nei mesi successivi, sarà il primo riferimento utile per verificare se la dispersione attuale tra i membri si sia ridotta o ampliata.

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