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Aggiornato alle 20:54 (ora italiana) 4 ott 2026

Italia · Analisi giovedì 1 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Inflazione al 4,2%, Meloni chiede a Bruxelles più margini di bilancio

La premier annuncia una lettera alla Commissione europea per ottenere flessibilità sui conti pubblici dopo il balzo dei prezzi ai massimi da tre anni, in vista del prossimo Ecofin.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di David Luyeye su Pexels

L’inflazione italiana è salita al 4,2% a settembre, il livello più alto registrato da settembre 2023. Il dato arriva mentre il governo era impegnato nella definizione della manovra di bilancio, e ha spinto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ad annunciare l’invio di una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

L’obiettivo dichiarato dalla premier è ottenere nuovi margini di bilancio per famiglie e imprese, portando i dati sull’inflazione all’attenzione del prossimo Ecofin — il consiglio dei ministri economici e finanziari dell’Unione — affinché se ne tenga conto nel calcolo dei parametri europei e del deficit consentito.

«A causa dell’inflazione serve più flessibilità», ha dichiarato Meloni, sintetizzando in poche parole la richiesta che Roma intende formalizzare a Bruxelles. La notizia proviene al momento da un’unica origine — le ricostruzioni di agenzia ANSA riprese da Today.it — e non ha ancora trovato conferma indipendente da altre fonti.

Il meccanismo a cui la premier fa riferimento tocca un nodo strutturale delle regole di bilancio europee: i parametri sul deficit e sul debito vengono calcolati anche in funzione dell’andamento dei prezzi, e un’inflazione più alta del previsto può, a seconda di come viene trattata nei calcoli, allargare o restringere lo spazio di manovra disponibile per uno Stato membro. La richiesta italiana si inserisce in questo meccanismo, chiedendo che il dato di settembre venga considerato nella valutazione complessiva dei conti pubblici nazionali.

Non è ancora noto, sulla base del materiale disponibile, quale sarà la risposta della Commissione europea alla lettera annunciata, né quali misure specifiche il governo intenda finanziare con i margini aggiuntivi eventualmente ottenuti. Resta il fatto che l’inflazione al 4,2% rappresenta il punto di partenza esplicito della richiesta italiana, e che la prossima riunione dell’Ecofin diventa, con questo annuncio, l’appuntamento a cui guardare per capire se Bruxelles concederà lo spazio chiesto da Roma.

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