Redazione Zero Sezioni EN ES

Aggiornato alle 20:54 (ora italiana) 4 ott 2026

Economia e Mercati · Analisi giovedì 1 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Borse europee in calo, inflazione in risalita e petrolio in rimbalzo pesano sui listini

Il Ftse Mib chiude in calo dello 0,84% mentre il Brent sale del 2,6% dopo il rifiuto di Trump a una tregua con l'Iran, in una seduta segnata anche dalla risalita dei prezzi in diverse economie europee.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Atlantic Ambience su Pexels

Il Ftse Mib ha chiuso in calo dello 0,84% a 51.371 punti, con flessioni registrate anche per Dax, Ftse 100, Cac 40 e Ibex 35. La seduta è stata segnata da due fattori che si sono sommati: la risalita dell’inflazione in alcune delle principali economie europee e il rimbalzo del prezzo del petrolio, con il Brent in progresso del 2,6% a 98,7 dollari al barile. La notizia proviene al momento da un’unica origine — la ricostruzione di MilanoFinanza a partire da dati di mercato di Borsa Italiana e Refinitiv — senza conferma indipendente disponibile.

Il rialzo del greggio non è isolato: si inserisce in un movimento più ampio innescato dal rifiuto del presidente statunitense Donald Trump a una proposta iraniana di tregua di sette giorni, che prevedeva la riapertura dello Stretto di Hormuz. Gli indici futures statunitensi sono scesi mentre il petrolio saliva, riaccendendo i timori sull’offerta globale di energia e sui possibili effetti sull’inflazione negli Stati Uniti. Anche questo secondo dato si basa su un’unica origine — InfoMoney — e va letto con la stessa cautela riservata al primo.

I due elementi, pur provenendo da fonti distinte, descrivono lo stesso meccanismo da due angolazioni diverse: da un lato la reazione immediata dei mercati azionari europei, dall’altro la dinamica del mercato petrolifero legata alle tensioni tra Stati Uniti e Iran. L’inflazione in risalita in Europa e il rincaro dell’energia si alimentano a vicenda, in un contesto in cui il conflitto in Medio Oriente continua a pesare sulle aspettative di chi investe.

Non è possibile, sulla base del materiale disponibile, stabilire se il rimbalzo del petrolio sia destinato a consolidarsi nei prossimi giorni né quale sarà l’effetto complessivo sui tassi di interesse in Europa. Il dato che resta accertato è quello di chiusura: tutti i principali listini del Vecchio Continente hanno terminato la seduta in territorio negativo.

← Archivio · Prima pagina · Editoriali passati · Segnala un errore