Tre scoperte archeologiche in Italia: una Kore a Vulci, una tomba etrusca a Pontecagnano, nuovi resti a Montesano
Tre cantieri di scavo indipendenti restituiscono in questi giorni ritrovamenti significativi tra Lazio e Campania: una testa marmorea greca, una rara tomba a cubo etrusca e nuove sepolture riaffiorate nel centro storico di un paese del Salernitano.
Tre cantieri archeologici italiani, distanti tra loro e condotti da enti indipendenti, hanno restituito negli ultimi giorni ritrovamenti significativi. A Vulci, nel Lazio, gli scavi del progetto “Vulci Cityscape” hanno portato alla luce una testa in marmo raffigurante una giovane donna, identificata come una Kore greca. La scoperta è stata selezionata tra le cinque finaliste dell’International Archaeological Discovery Award “Palmyra” 2026, il cui vincitore sarà proclamato il 30 ottobre a Paestum, nell’ambito della ventottesima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.
A Pontecagnano, nel Salernitano, una missione archeologica ha riportato alla luce una tomba a cubo di epoca etrusca, definita “rarissima” dagli stessi archeologi. Il ritrovamento risale alla seconda metà del sesto secolo avanti Cristo ed è riconducibile a quello che le fonti descrivono come uno dei più importanti centri etruschi della Campania.
A Montesano sulla Marcellana, sempre in provincia di Salerno, nuovi resti ossei sono riaffiorati dagli scavi nel centro storico, nella stessa area di una precedente scoperta di sepolture a fossa terragna. A condurre lo scavo è la società Archeoservizi, che lavora insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino; i resti sono stati affidati allo studio di un antropologo. Secondo la Soprintendenza, le sepolture potrebbero risalire all’epoca medievale ed essere collegate all’antica chiesa di Santa Sofia.
I tre ritrovamenti non sono collegati tra loro dal punto di vista storico: riguardano epoche diverse — l’età greca, quella etrusca e quella medievale — e cantieri di scavo coordinati da enti e missioni distinte. Il filo che li unisce è cronologico, non archeologico: tutti e tre sono stati resi noti nello stesso arco di giorni, in un autunno particolarmente attivo per l’archeologia del Lazio e della Campania.
Soltanto la scoperta di Vulci è al momento candidata a un riconoscimento internazionale. Il premio Palmyra 2026 assegnerà il proprio verdetto il 30 ottobre a Paestum, insieme alle altre scoperte finaliste tra cui l’ipogeo-mausoleo romano in Albania già raccontato questa mattina da Redazione Zero. Per Pontecagnano e Montesano, invece, le fonti consultate non indicano al momento alcun percorso di candidatura a premi o riconoscimenti, trattandosi di scavi tuttora in corso i cui risultati restano oggetto di studio da parte delle rispettive soprintendenze.
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