Francia, la protesta nelle scuole non si ferma: quasi 2.000 fermi in un giorno
Il 2 ottobre la mobilitazione di studenti e liceali francesi ha coinvolto centinaia di istituti in tutto il Paese, con chiusure, feriti e inchieste aperte dopo episodi di tensione davanti ai blocchi.
La mobilitazione di liceali e studenti francesi non ha perso slancio il 2 ottobre, terzo giorno consecutivo di proteste che chiedono maggiori risorse per la scuola pubblica. Il ministero dell’Istruzione francese ha contato 735 istituti interessati da azioni o perturbazioni nella sola giornata, di cui 400 completamente chiusi. Sono numeri che fotografano una protesta ormai diffusa su scala nazionale, lontana dall’essere un fenomeno circoscritto a poche città.
Secondo Le Parisien, le azioni davanti ai licei sono state 900 nell’arco della giornata, con quasi 2.000 fermi registrati dalle forze dell’ordine. È una cifra che segna un salto rispetto alle giornate di mobilitazione più contenute viste in altri contesti, e che riflette la tensione crescente attorno ai blocchi degli istituti in diverse regioni del Paese.
Il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray ha fornito un bilancio dei feriti nel comparto scolastico: 235 persone coinvolte, di cui 65 membri del personale e 160 studenti. Sono cifre che il ministro ha reso pubbliche nel corso della giornata, e che danno la misura di quanto la protesta abbia superato, in alcuni casi, i confini della manifestazione pacifica per sconfinare in episodi di scontro diretto nei pressi degli istituti bloccati.
Proprio in relazione a questi episodi, l’Ispettorato generale della polizia nazionale — la IGPN — ha aperto tre distinte inchieste dopo il ferimento di liceali durante i blocchi di alcuni istituti. Si tratta di procedimenti interni alle forze dell’ordine francesi, aperti per verificare le circostanze in cui alcuni studenti sono rimasti feriti nel corso delle operazioni di sgombero o di contenimento dei blocchi.
Il quadro che emerge dai dati del ministero dell’Istruzione e dalle rilevazioni di Le Parisien è quello di una mobilitazione che, al terzo giorno, mantiene intatta la propria capacità di coinvolgere centinaia di istituti in tutta la Francia, senza segnali di esaurimento nei numeri di partecipazione. Le tre inchieste aperte dalla IGPN restano, al momento, lo strumento con cui le autorità francesi intendono fare chiarezza sugli episodi di ferimento registrati durante i blocchi, mentre il bilancio di 400 istituti chiusi resta il dato più immediato della giornata del 2 ottobre.
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