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Aggiornato alle 20:54 (ora italiana) 4 ott 2026

Salute · Analisi sabato 3 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

L'OMS: più tasse sul tabacco riducono i consumi, ma sull'invecchiamento sano servono più investimenti

Due rapporti diffusi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità: un'analisi su 15 Paesi conferma l'efficacia delle tasse sulle sigarette, mentre il bilancio di metà percorso sul Decennio dell'invecchiamento sano segnala progressi insufficienti.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Jsme MILA su Pexels

Una nuova analisi indipendente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità su 15 Paesi conferma che aumentare in modo significativo e regolare le tasse sui prodotti del tabacco contribuisce a ridurne il consumo, con effetti positivi anche sulle entrate pubbliche. Lo studio ha esaminato le riforme della tassazione sulle sigarette introdotte tra il 2009 e il 2025, rilevando che i risultati migliori si sono registrati nei Paesi che hanno aumentato le imposte in misura consistente e hanno evitato che la crescita dei redditi rendesse di nuovo accessibili le sigarette.

Si tratta di un’analisi che collega direttamente la variabile fiscale al comportamento dei consumatori su un arco di tempo di sedici anni, confrontando le riforme adottate in Paesi diversi. L’OMS la presenta come un’evidenza a sostegno delle politiche di tassazione del tabacco come strumento di sanità pubblica, distinto da eventuali misure di restrizione diretta alla vendita o al consumo.

Sul fronte opposto dell’arco della vita, un rapporto di metà percorso sul “Decennio dell’invecchiamento sano 2021-2030” — preparato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità insieme al sistema delle Nazioni Unite, alla Banca Mondiale e a organizzazioni della società civile, e trasmesso dal segretario generale dell’ONU all’81ª Assemblea generale — segnala che un numero crescente di Paesi sta adottando politiche per favorire un invecchiamento sano. Il rapporto avverte però che per trasformare l’allungamento della durata della vita in anni effettivamente vissuti in buona salute servono investimenti più consistenti e interventi più strutturati rispetto a quelli attuali.

I due rapporti riguardano ambiti distinti della sanità pubblica globale — la tassazione del tabacco da un lato, le politiche per l’invecchiamento sano dall’altro — ma condividono lo stesso soggetto istituzionale e lo stesso metodo: entrambi si basano su dati raccolti su scala internazionale e su un arco pluriennale, piuttosto che su un singolo episodio o una singola rilevazione. Il rapporto sul tabacco copre un periodo di sedici anni di riforme fiscali in 15 Paesi; quello sull’invecchiamento sano arriva a metà del decennio fissato dalle Nazioni Unite, con il termine del 2030 ancora lontano e gli investimenti indicati come insufficienti rispetto all’obiettivo.

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