Ebola in Congo: il bilancio supera i 4.000 morti
Una storia che il mattino non ha raccontato: il bollettino delle autorità sanitarie congolesi segna una soglia mai raggiunta nell'epidemia in corso.
Il bilancio dell’epidemia di Ebola in corso nella Repubblica Democratica del Congo ha superato la soglia dei 4.000 morti. Secondo i dati diffusi dall’Institut national de santé publique congolese il 2 ottobre e rilanciati il giorno successivo dall’Agence de Presse Africaine, i decessi accertati sono 4.018 su 8.300 casi confermati, con un tasso di letalità del 48,4%.
Il bollettino segnala inoltre 2.162 persone guarite e 842 pazienti attualmente in isolamento o ricoverati. L’epidemia interessa sette province del Paese e si estende su 63 zone sanitarie, un’area che testimonia la diffusione geografica raggiunta dal focolaio.
Il tasso di letalità indicato colloca l’episodio tra quelli più gravi monitorati dalle autorità sanitarie della Repubblica Democratica del Congo, anche se il bollettino dell’Institut national de santé publique non fornisce, allo stato, un confronto diretto con epidemie precedenti nel Paese. La cifra del 48,4% va letta insieme al numero dei casi confermati, 8.300, su cui si basa il calcolo: un dato che le stesse autorità sanitarie congolesi presentano come provvisorio, soggetto a revisione man mano che prosegue la sorveglianza epidemiologica sul territorio.
La diffusione su sette province e 63 zone sanitarie rende complesso il lavoro di contenimento: il numero dei pazienti ancora in isolamento, 842 secondo il bollettino, indica che la fase acuta dell’epidemia non si è ancora esaurita. Il confronto tra guariti (2.162) e deceduti (4.018) mostra inoltre come, allo stato attuale dei dati diffusi, la quota di chi non sopravvive all’infezione resti superiore a quella di chi si riprende, un rapporto che le autorità sanitarie congolesi continueranno ad aggiornare nei prossimi bollettini.
Il numero delle zone sanitarie coinvolte, 63, segnala che il focolaio non è circoscritto a un’area ristretta ma attraversa un territorio esteso, con implicazioni dirette sulla logistica degli interventi sanitari e sul monitoraggio dei nuovi casi nelle settimane a venire.
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