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Aggiornato alle 20:54 (ora italiana) 4 ott 2026

Tech & AI · Analisi sabato 3 ottobre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

OpenAI e Anthropic aggiornano i modelli di punta nella stessa settimana

I due laboratori hanno annunciato a distanza di giorni nuove versioni dei loro sistemi linguistici, con strategie di prezzo opposte: un abbonamento premium da una parte, un taglio dei costi dall'altra.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di tstokes su Pixabay

OpenAI ha presentato GPT-6.1 Sol, una nuova versione del proprio modello di punta, insieme a un agente automatizzato chiamato Dots e a un piano di abbonamento da 500 dollari al mese riservato agli utenti con i consumi più alti. Secondo quanto riferito dall’azienda, GPT-6.1 Sol si avvicina alle prestazioni del modello più potente del catalogo, GPT-6 Astra, offrendolo a un costo inferiore. Il giorno successivo all’annuncio, OpenAI ha dichiarato di aver registrato per il nuovo modello la domanda più alta mai vista, sia attraverso l’interfaccia di programmazione sia tramite gli abbonamenti diretti.

Nello stesso periodo Anthropic ha distribuito Sonnet 5.5, promettendo una velocità superiore del 30% e un costo inferiore del 30% per lo stesso tipo di lavoro rispetto alla versione precedente. L’azienda non ha affiancato al lancio un nuovo livello di abbonamento, concentrando la comunicazione sul rapporto tra prestazioni e prezzo.

Le due mosse disegnano strategie commerciali diverse per lo stesso mercato. OpenAI introduce una fascia di prezzo molto più alta di quelle finora proposte al pubblico, segnalando che esiste una domanda disposta a pagare un premio consistente per l’accesso prioritario e per gli agenti always-on come Dots, pensati per restare operativi senza supervisione costante. Anthropic punta invece sulla riduzione dei costi a parità di prestazioni, una leva che si rivolge soprattutto agli sviluppatori che integrano i modelli nei propri prodotti tramite interfacce di programmazione, dove il prezzo per richiesta incide direttamente sui margini.

Va segnalato un limite di questa ricostruzione: entrambe le notizie provengono al momento da un’unica origine disponibile — i comunicati delle due aziende, ripresi dalla testata Micro Center — e non risultano conferme indipendenti sui dati di prestazione o di domanda dichiarati. Le cifre su velocità e costo di Sonnet 5.5, così come l’affermazione di OpenAI sulla domanda record per GPT-6.1 Sol, restano per ora affermazioni di parte, non verificate da terzi.

Resta da vedere se l’abbonamento da 500 dollari mensili di OpenAI troverà un mercato stabile oltre il picco di curiosità iniziale, e se il taglio dei prezzi di Anthropic sposterà quote significative di sviluppatori dall’uno all’altro fornitore. Per ora entrambe le aziende hanno scelto di competere sullo stesso terreno — un modello di punta aggiornato nel giro di pochi giorni — ma con leve di prezzo agli antipodi.

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