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Aggiornato alle 20:54 (ora italiana) 4 ott 2026

Italia · Apertura domenica 4 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

La Camera respinge le pregiudiziali, legge elettorale verso il voto segreto

Bocciate le cinque pregiudiziali di costituzionalità delle opposizioni; il governo porrà tre fiducie il 6 e il 7 ottobre, voto finale a scrutinio segreto l'8.

Fotogramma d'archivio, non riferito ai fatti descritti
Video d'archivio, non riferito ai fatti descritti. Video di Jonathan 8@ su Pexels

La Camera ha respinto le cinque pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni sulla riforma della legge elettorale, già modificata dal Senato. Il voto, su 380 votanti, si è chiuso con 229 contrari e 151 favorevoli alle pregiudiziali: un margine netto che apre la strada alle fasi successive dell’iter.

Il governo porrà tre questioni di fiducia martedì 6 e mercoledì 7 ottobre. Le dichiarazioni di voto finale, a scrutinio segreto, sono previste per giovedì 8 ottobre: un passaggio che chiuderà — salvo sorprese nel voto segreto, per definizione meno prevedibile di quello palese — un percorso parlamentare iniziato mesi fa.

Tra le opposizioni, il leader di +Europa Riccardo Magi ha scelto la forma di protesta più radicale a disposizione di un parlamentare: lo sciopero della fame. Magi ha definito la riforma un tentativo di trasformare una minoranza nel paese in una maggioranza schiacciante in Parlamento, legando la sua iniziativa personale al merito del provvedimento e non a una questione procedurale.

Il fatto che il governo debba ricorrere a tre fiducie consecutive in due giorni segnala quanto il testo resti conflittuale anche dopo il passaggio del Senato: non si tratta di un atto dovuto, ma di uno strumento che blinda il provvedimento contro gli emendamenti ostruzionistici nella fase conclusiva. Lo scrutinio segreto previsto per il voto finale dell’8 ottobre introduce invece un elemento di incertezza che le fiducie non possono eliminare: a differenza del voto palese, il segreto consente defezioni non tracciabili all’interno delle stesse maggioranze.

La sequenza dei prossimi giorni è dunque scandita da tre appuntamenti ravvicinati: le due fiducie di martedì e mercoledì, e il voto segreto di giovedì. È in quella finestra di tre giorni che si deciderà se la riforma, già passata al Senato, diventerà legge dello Stato o se il passaggio alla Camera introdurrà un’ulteriore variabile all’esito finale.

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