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Aggiornato alle 20:54 (ora italiana) 4 ott 2026

Cultura · Analisi domenica 4 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Due monoliti in Barbagia riaprono il mistero della Sardegna prima dei nuraghi

Scoperti per caso a Ovodda, i due blocchi con cerchi e spirali sono ora nei laboratori di Sassari; a Paestum, il 30 ottobre, un premio internazionale sceglierà tra cinque scoperte archeologiche.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Anna Romanova su Pexels

Nelle campagne di Ovodda, in Barbagia, due monoliti incisi con cerchi e spirali sono stati rinvenuti casualmente e trasferiti nei laboratori di Sassari. I reperti potrebbero risalire ad almeno seimila anni fa, ma la parola definitiva spetta ancora al restauro in corso.

È una scoperta che, se confermata nella datazione, collocherebbe i due blocchi in un’epoca precedente alla civiltà nuragica, aggiungendo un tassello a una fase della preistoria sarda ancora poco documentata materialmente. La cautela sulla cronologia è il punto che va mantenuto fermo: non si tratta ancora di un dato acquisito, ma di un’ipotesi che il laboratorio dovrà confermare o correggere nei prossimi mesi, mano a mano che procedono le analisi sui due blocchi.

Mentre la Sardegna aspetta i risultati del restauro, il calendario dell’archeologia internazionale porta a Paestum un altro appuntamento. Il 30 ottobre, nel corso della ventottesima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, verrà assegnato l’International Archaeological Discovery Award a una tra cinque scoperte finaliste per il 2025. Tra queste figurano un ipogeo-mausoleo romano in Albania e il porto sommerso di Taposiris Magna, in Egitto: due siti che testimoniano la varietà geografica delle candidature di quest’anno.

La compresenza di una scoperta ancora da datare in Sardegna e di un premio che mette a confronto siti di tre continenti racconta due velocità diverse della stessa disciplina: da un lato il tempo lungo del restauro e della verifica scientifica, dall’altro il riconoscimento pubblico che arriva quando il lavoro sul campo è già concluso. Il 30 ottobre si saprà quale, tra le cinque candidate, avrà la meglio, mentre per i monoliti sardi l’esito del restauro resta ancora senza una data indicata.

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