Bologna apre la mostra immersiva su Tutankhamon con Zahi Hawass
Palazzo Belloni ospita dal 3 ottobre un percorso con oltre cento riproduzioni certificate e realtà virtuale dedicato alla tomba di Tutankhamon, inaugurato con l'intervento dell'egittologo Zahi Hawass.
A Palazzo Belloni, Bologna, ha aperto il 3 ottobre la mostra «Tutankhamon: la tomba, il tesoro, la maledizione», un percorso che ricostruisce la scoperta della tomba del faraone attraverso oltre cento riproduzioni certificate dei reperti, scenografie dedicate e strumenti di realtà virtuale.
L’apertura ha avuto come ospite l’egittologo Zahi Hawass, protagonista dell’intervento inaugurale. La sua presenza ha accompagnato il debutto di un’esposizione pensata per restituire al pubblico, attraverso copie fedeli degli oggetti originali, l’esperienza della scoperta archeologica senza spostare i reperti dalle loro sedi originarie in Egitto.
L’esposizione resterà visitabile a Palazzo Belloni dal 3 ottobre 2026 al 2 maggio 2027, un arco temporale di diversi mesi che colloca la mostra tra gli appuntamenti culturali più duraturi del cartellone bolognese dell’autunno e dell’inverno. La durata prolungata, insolita per un allestimento temporaneo, consente di distribuire l’afflusso del pubblico su un’intera stagione, dall’autunno fino alla primavera successiva.
Il percorso si fonda sull’uso di riproduzioni certificate anziché di reperti originali: una scelta che permette di portare la narrazione della scoperta in sedi lontane dall’Egitto, integrandola con strumenti digitali come la realtà virtuale per ricostruire ambientazioni e fasi del ritrovamento avvenuto nella Valle dei Re.
La notizia proviene al momento da un’unica origine, il comunicato degli organizzatori della mostra ripreso da due testate; nessuna conferma indipendente è al momento disponibile su dettagli ulteriori rispetto a quanto diffuso dagli organizzatori stessi, incluse eventuali cifre di affluenza o programmi collaterali legati all’esposizione.
Il percorso espositivo, costruito interamente su riproduzioni certificate e tecnologie di realtà virtuale, punta a far coincidere la fruizione del pubblico con la ricostruzione storica della scoperta, in un formato che resterà aperto fino alla primavera del 2027.
← Archivio · Prima pagina · Editoriali passati · Segnala un errore