Spagna, Sánchez scioglie le Cortes: voto il 29 novembre
Dopo la bocciatura dei decreti sulla casa raccontata stamattina, il premier spagnolo ha formalizzato l'anticipo elettorale: elezioni generali fissate al 29 novembre.
Lo sviluppo è arrivato nel corso della giornata: Pedro Sánchez ha sciolto le Cortes Generales e convocato gli spagnoli alle urne per domenica 29 novembre. Stamattina Redazione Zero aveva raccontato la premessa — la bocciatura parlamentare dei due decreti del governo sulla casa, respinti da Partito Popolare, Vox e Junts — e l’ipotesi di un voto anticipato. Ora quella premessa si è trasformata in un atto formale, con data certa.
Secondo la ricostruzione di Cadena SER, pubblicata alle 14:57 CEST, è stata proprio la caduta dei due decreti abitativi ad accelerare la decisione del premier. El País aveva dato la notizia già in mattinata, alle 9:29, aggiornandola poco dopo le 10:14 con i dettagli dell’annuncio reso dal premier alla Moncloa.
Il meccanismo istituzionale è lineare: senza i voti necessari in aula, l’esecutivo spagnolo si è trovato privato di due provvedimenti considerati prioritari dalla maggioranza di governo. Di fronte all’impasse, Sánchez ha scelto la via dello scioglimento anticipato invece di proseguire con una legislatura logorata dalle bocciature parlamentari. La data del 29 novembre apre ora la campagna elettorale verso il voto.
Resta da vedere come si riposizioneranno le forze che hanno affossato i decreti. Partito Popolare, Vox e Junts hanno votato insieme contro i provvedimenti sulla casa, un’convergenza che in Spagna non è scontata vista la distanza programmatica tra i tre partiti su quasi ogni altro dossier. Se quella convergenza si riproponga in campagna elettorale, o resti un episodio isolato legato al singolo voto parlamentare, è una delle variabili che definirà la contesa fino al voto.
Per il governo uscente, l’onere della prova riguarda proprio il tema che ha innescato la crisi: la politica abitativa, su cui i decreti bocciati intervenivano. Il tema casa resta quindi al centro della contesa elettorale, non archiviato dallo scioglimento ma rilanciato come terreno di scontro fino al voto del 29 novembre.
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