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Aggiornato alle 21:02 (ora italiana) 5 ott 2026

Tech & AI · Analisi lunedì 5 ottobre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Anthropic apre alla raccolta vocale per addestrare Claude

L'azienda introduce un'opzione facoltativa per condividere audio e conversazioni parlate, separata dal consenso già richiesto sui testi

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Solen Feyissa su Pexels

Anthropic ha introdotto per gli utenti di Claude una nuova opzione che riguarda la voce. Chi utilizza l’assistente in modalità vocale può ora scegliere di condividere le proprie registrazioni e conversazioni audio affinché l’azienda le utilizzi per migliorare i modelli. La funzione non è attiva per impostazione predefinita: serve un’adesione esplicita da parte della persona che usa il servizio.

La scelta più rilevante, dal punto di vista di chi gestisce i propri dati, riguarda la separazione introdotta da Anthropic tra i diversi tipi di contenuto generati durante l’uso di Claude. L’autorizzazione a condividere le registrazioni vocali è distinta da quella che riguarda le conversazioni testuali e dalle sessioni di Claude Code, lo strumento dell’azienda dedicato alla scrittura di codice. Un utente può quindi, in teoria, autorizzare l’uso del proprio parlato senza che questo implichi automaticamente il consenso sui testi scambiati con l’assistente, o viceversa.

La mossa si inserisce in una tendenza più ampia del settore: le aziende che sviluppano modelli linguistici di grandi dimensioni cercano sempre nuove fonti di dati per addestrare le versioni successive dei propri sistemi, e l’audio rappresenta una categoria finora meno sfruttata rispetto al testo scritto, disponibile in quantità enormi grazie a decenni di contenuti digitali. Le registrazioni vocali permettono di addestrare modelli su sfumature che il testo non cattura: intonazione, pause, modi di esprimersi che cambiano a seconda del contesto parlato.

Resta da capire quanto saranno numerosi gli utenti disposti ad attivare volontariamente questa condivisione, dato che la funzione richiede un passo aggiuntivo rispetto al semplice utilizzo del servizio. La notizia proviene al momento da un’unica origine (comunicato Anthropic ripreso da Quotidiano Nazionale); nessuna conferma indipendente è al momento disponibile su dettagli quali il numero di utenti coinvolti o i tempi di implementazione della funzione.

Il tema si inserisce comunque in un dibattito più generale sul rapporto tra assistenti conversazionali e dati personali: la distinzione tra consensi separati per voce, testo e codice è una delle poche misure concrete finora adottate da una grande azienda del settore per frammentare, anziché aggregare, le autorizzazioni richieste agli utenti.

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