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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Salute · Analisi martedì 6 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

L'Oms certifica il ritorno della speranza di vita ai livelli pre-pandemia

I nuovi Global Health Estimates registrano 73,3 anni di aspettativa di vita globale nel 2023, ma crescono il peso delle malattie croniche e delle demenze.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di ChiemSeherin su Pixabay

Nel 2023 la speranza di vita globale ha raggiunto 73,3 anni, un valore quasi coincidente con i 73,4 anni registrati nel 2019, prima della pandemia. La notizia proviene al momento da un’unica origine (AgenSIR), che riporta i dati dei Global Health Estimates dell’Organizzazione Mondiale della Sanità; nessuna conferma indipendente disponibile.

La speranza di vita in buona salute si è invece attestata a 62,8 anni, ancora 0,4 anni sotto il livello pre-pandemico. Il recupero quasi completo dell’aspettativa di vita complessiva, accompagnato da un gap persistente sulla componente in buona salute, indica secondo i dati Oms un quadro di ripresa non ancora uniforme tra le diverse dimensioni della salute globale.

Prosegue intanto la crescita del peso delle malattie non trasmissibili, responsabili del 74% dei decessi globali nel 2023, contro il 58% registrato nel 2000. L’aumento di oltre quindici punti percentuali in poco più di vent’anni segnala uno spostamento strutturale delle cause di morte nel mondo, sempre più orientate verso patologie croniche piuttosto che infettive.

Cresce anche il peso del diabete e delle demenze. L’Alzheimer e le altre forme di demenza sono passate dal diciannovesimo posto tra le cause di morte nel 2000 al quinto posto nel 2023, con un numero di decessi triplicato nello stesso periodo. Si tratta di uno degli spostamenti più marcati registrati dai Global Health Estimates nell’intero arco considerato.

I dati Oms restituiscono quindi un quadro a due velocità: da un lato un recupero quasi completo della durata della vita media mondiale rispetto al periodo pre-pandemico, dall’altro un peso crescente delle malattie croniche e delle demenze, che nel 2023 pesano sulla mortalità globale molto più di quanto facessero nel 2000.

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