Spread Btp-Bund sotto i 105 punti, ma da oggi il gasolio costa di più
Il differenziale tra titoli italiani e tedeschi scende sotto quota 105 punti; nello stesso giorno termina lo sconto fiscale sul gasolio e le accise salgono di 6,1 centesimi al litro.
Il FTSE Mib ha chiuso in rialzo dello 0,64%, a quota 51.145 punti, nella seduta del 6 ottobre. Il dato più significativo della giornata riguarda però lo spread Btp-Bund, che si è ristretto sotto i 105 punti, con il rendimento del Btp decennale sceso sotto il 4,55%, segnalando una distensione sui titoli di Stato italiani.
Sui mercati valutari e delle materie prime, l’euro ha superato gli 1,125 dollari, l’oro ha sfiorato i 4.200 dollari e l’argento è tornato sopra i 61,5 dollari.
Sul fronte opposto, quello dei costi per famiglie e imprese, la giornata porta una notizia di segno contrario. Alla mezzanotte tra il 5 e il 6 ottobre è scaduto lo sconto fiscale sul gasolio, e non risulta pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale Mase-Mef che avrebbe dovuto attivare il meccanismo delle accise mobili per attutire il rincaro. L’accisa sul gasolio è quindi aumentata di 6,1 centesimi al litro senza alcuna compensazione.
Il prezzo medio del diesel self sulla rete stradale nazionale è rilevato a 2,244 euro al litro, in aumento di 2 millesimi rispetto al giorno precedente. La benzina self, non toccata dalla stessa misura, è invece scesa a 2,043 euro al litro, in calo di 5 millesimi. Eni ha adeguato il proprio tetto sul gasolio, portandolo da 2,19 a 2,25 euro al litro, mentre il tetto sulla benzina resta fermo a 1,99 euro al litro.
La giornata di mercato racconta quindi due storie parallele: uno spread sovrano in discesa, che segnala fiducia crescente verso il debito pubblico italiano, e un costo alla pompa in salita per la fine di una misura di sostegno che non è stata rinnovata né compensata in tempo.
← Archivio · Prima pagina · Editoriali passati · Segnala un errore