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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Esteri e Geopolitica · Apertura mercoledì 7 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

A tre anni dal 7 ottobre, l'Onu chiede una tregua permanente a Gaza

Alla vigilia del terzo anniversario dell'attacco di Hamas del 2023, il segretario generale Guterres rinnova l'appello per un cessate il fuoco stabile, mentre il piano lanciato un anno fa resta in gran parte bloccato.

Fotogramma d'archivio, non riferito ai fatti descritti
Video d'archivio, non riferito ai fatti descritti. Video di K su Pexels

Alla vigilia del terzo anniversario dell’attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha rinnovato l’appello per trasformare la tregua in corso a Gaza in un cessate il fuoco permanente. La dichiarazione è stata diffusa dall’ufficio del segretario generale ed è stata ripresa, con un’analisi di contesto, dalla stampa israeliana.

Nel suo intervento, Guterres ha definito «abominevole» l’attacco del 7 ottobre 2023, ricordando che quel giorno costò la vita a oltre 1.200 persone tra cittadini israeliani e stranieri, mentre altre 251 furono rapite e portate a Gaza.

«È tempo che il cessate il fuoco diventi permanente» (trad. dall’inglese) — Antonio Guterres, segretario generale dell’ONU

Il segretario generale ha parlato anche delle conseguenze della campagna militare condotta da Israele a Gaza in risposta all’attacco, descrivendo una situazione di perdita di vite umane, sfollamento e distruzione su larga scala. Secondo il ministero della Salute di Gaza — l’organismo sotto autorità di Hamas le cui cifre, precisa la dichiarazione dell’ONU, sono considerate affidabili dalle Nazioni Unite — la campagna militare israeliana ha ucciso oltre 74.200 persone.

A un anno dall’avvio della tregua annunciata dal presidente statunitense Donald Trump nell’ottobre del 2025, il piano di pace per Gaza resta in gran parte bloccato. Israele mantiene il controllo della maggior parte del territorio della Striscia, mentre Hamas risulta ancora armato: due elementi che, secondo quanto riportato, continuano a rendere precario l’assetto concordato un anno fa.

La richiesta di Guterres arriva dunque in un momento in cui la tregua esiste sulla carta ma non ha ancora prodotto né un disarmo né un ritiro militare completo.

Non è stato reso noto, nella dichiarazione diffusa dall’ufficio di Guterres, un termine o un meccanismo specifico attraverso cui il cessate il fuoco dovrebbe trasformarsi da tregua a intesa permanente. Il testo si limita a chiedere che il processo avanzi, senza indicare passaggi procedurali ulteriori rispetto a quelli già discussi nei mesi precedenti.

Il terzo anniversario cade dunque in una fase di stallo riconosciuto dalle stesse Nazioni Unite: un conflitto che ha superato, secondo le cifre citate dall’ONU, le 74.200 vittime del lato palestinese e le oltre 1.200 del 7 ottobre 2023, con 251 persone rapite in quella data e un piano di pace che, un anno dopo il suo annuncio, non ha ancora portato al controllo integrale del territorio da parte di un’autorità diversa da quella militare israeliana né al disarmo di Hamas.

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