Minanbé, la città maya intatta ritrovata nella giungla di Calakmul
Un team messicano-sloveno ha individuato nella Riserva della Biosfera di Calakmul un sito di 15 ettari con un tempio piramidale e quattordici monumenti in pietra, senza tracce di saccheggio dopo oltre mille anni.
Nella Riserva della Biosfera di Calakmul, in Messico, un team di ricercatori messicani e sloveni ha annunciato il ritrovamento di una città maya rimasta intatta per oltre mille anni, senza segni di saccheggio né di scavi clandestini. L’annuncio ufficiale è arrivato dall’Instituto Nacional de Antropología e Historia (INAH) messicano il 22 giugno 2026.
Il sito, battezzato Minanbé — che in lingua maya yucateco significa «non c’è strada» — si estende su circa 15 ettari ed è stato individuato grazie a rilievi aerei con tecnologia LiDAR, la stessa impiegata negli ultimi anni per mappare aree di foresta altrimenti inaccessibili alla ricerca archeologica tradizionale.
Tra le strutture rinvenute spicca un tempio piramidale alto oltre 13 metri, realizzato nello stile architettonico noto come Río Bec, tipico di alcune aree delle Basse Terre maya centrali. Accanto al tempio sono state catalogate quattordici stele e altari risalenti al periodo Classico Tardo, databile tra il 600 e il 900 dopo Cristo.
Dietro il ritrovamento c’è un percorso di ricerca lungo tre decenni condotto da Ivan Šprajc, archeologo del Centro di ricerca dell’Accademia slovena delle Scienze e delle Arti e specialista delle Basse Terre maya centrali. È proprio questa continuità di indagini sul campo ad aver reso possibile l’identificazione di un sito di queste dimensioni in un’area della giungla rimasta finora poco esplorata.
L’elemento che gli studiosi definiscono più sorprendente non riguarda tanto le dimensioni del sito quanto il suo stato di conservazione: Minanbé non mostra alcun segno di saccheggio né di scavi clandestini, una condizione rara per un sito maya di queste proporzioni, spesso esposti nel corso dei secoli a interventi non autorizzati.
Il ritrovamento si aggiunge al quadro delle conoscenze sulle Basse Terre maya centrali, un’area in cui le tecnologie di telerilevamento stanno permettendo negli ultimi anni di individuare insediamenti che la sola ricognizione a terra non avrebbe potuto far emergere, in una regione coperta per gran parte da foresta densa.
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