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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Esteri e Geopolitica · Apertura mercoledì 7 ottobre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Gaza, tre anni dopo: l'80% delle strutture danneggiato, 1.467 morti durante la tregua

A tre anni dall'attacco del 7 ottobre 2023, i dati sullo stato della tregua a Gaza mostrano la portata della distruzione e il conteggio delle vittime registrate durante il cessate il fuoco.

Fotogramma d'archivio, non riferito ai fatti descritti
Video d'archivio, non riferito ai fatti descritti. Video di Martina Tomšič su Pexels

A tre anni dall’attacco del 7 ottobre 2023, arrivano i numeri che misurano lo stato della tregua in vigore a Gaza: una distruzione estesa e un conteggio di vittime che continua ad aggiornarsi.

Secondo i dati raccolti, circa l’80% delle strutture della Striscia di Gaza risulta oggi danneggiato. La maggior parte dei residenti è stata sfollata, costretta a vivere in un’area che corrisponde a meno della metà del territorio originario della Striscia. È un dato che riguarda l’insieme degli edifici — non distingue tra abitazioni civili e altre strutture — e che si accompagna allo spostamento della popolazione in uno spazio sempre più ristretto rispetto ai confini di partenza.

La tregua, in vigore da quasi un anno, non ha fermato del tutto le ostilità: gli attacchi israeliani proseguono nonostante il cessate il fuoco abbia complessivamente retto. Il conteggio delle vittime nel periodo della tregua racconta la fragilità di questo equilibrio. Secondo il ministero della Salute di Gaza, dall’entrata in vigore dell’accordo sono state uccise 1.467 persone nella Striscia — un numero che copre l’intero arco di tempo trascorso dalla firma della tregua e che indica come l’accordo abbia ridotto, ma non azzerato, l’uso della forza sul territorio.

Sul fronte opposto, un portavoce militare israeliano riferisce di quattro soldati uccisi nello stesso periodo. Si tratta di un numero che misura le perdite subite dalle forze armate israeliane durante la tregua, di natura diversa rispetto al conteggio complessivo fornito dal ministero della Salute di Gaza: da un lato il computo delle vittime palestinesi nella Striscia, dall’altro quello dei soldati caduti sul fronte israeliano. Messi fianco a fianco, senza che gli estratti disponibili indichino un meccanismo di verifica comune tra le due fonti, questi numeri restituiscono comunque la misura di un accordo che ha abbassato l’intensità del conflitto rispetto alla fase precedente senza interromperlo.

La notizia proviene al momento da un’unica origine (NBC News, che riporta i dati del ministero della Salute di Gaza e le dichiarazioni di un portavoce militare israeliano); nessuna conferma indipendente è al momento disponibile su queste cifre.

A tre anni dall’attacco del 7 ottobre 2023, il bilancio che emerge dai due conteggi — quello palestinese sulle vittime complessive nella Striscia e quello israeliano sui soldati caduti — conferma che la tregua ha retto per quasi un anno senza però fermare completamente le ostilità: 1.467 morti a Gaza e quattro soldati israeliani uccisi, in un territorio dove l’80% delle strutture risulta danneggiato.

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