Carburanti, il governo rinuncia alle accise mobili: il gasolio torna a 2,25 euro
L'esecutivo fa marcia indietro sul meccanismo che avrebbe dovuto calmierare i prezzi alla pompa: l'extragettito Iva resta allo Stato, il viceministro Leo parla di decisione non ancora presa sullo sconto fiscale.
Il governo ha abbandonato l’ipotesi di attivare le accise mobili sui carburanti, il meccanismo che avrebbe dovuto ridurre automaticamente la tassazione quando i prezzi internazionali salgono, assorbendo parte del maggior gettito Iva generato dai rincari. Risultato pratico: quella quota resta nelle casse dello Stato invece di tradursi in uno sconto per gli automobilisti, e il prezzo del gasolio torna a 2,25 euro al litro.
Il tema era stato presentato nei mesi scorsi come una delle leve a disposizione dell’esecutivo per contenere l’impatto delle oscillazioni del mercato petrolifero sulle famiglie. Le accise mobili prevedono infatti una correzione automatica dell’imposta fissa sui carburanti in base all’andamento dei prezzi, così da compensare in parte l’aumento dell’Iva che lo Stato incassa quando il prezzo alla pompa sale. La rinuncia ad attivarle significa che l’intero maggior gettito resta nel bilancio pubblico.
Sul fronte parallelo, quello dello sconto fiscale sui carburanti già utilizzato in passato per interventi di emergenza, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha chiarito che non esiste ancora una scelta definitiva. «Ci stiamo ragionando, non c’è una decisione», ha dichiarato il viceministro, lasciando aperta la porta a un intervento ma senza indicare tempi né modalità.
La vicenda si inserisce in un confronto più ampio sulla gestione del gettito legato ai prezzi energetici, terreno su cui negli ultimi anni i governi italiani hanno alternato interventi temporanei di riduzione fiscale e fasi di rientro ai livelli ordinari di tassazione. La decisione di non attivare le accise mobili, in questa fase, sposta l’attenzione sull’eventuale rinnovo dello sconto, che resta però, nelle parole dello stesso viceministro, un’ipotesi ancora allo studio e non una misura annunciata.
Va segnalato che la notizia proviene al momento da un’unica origine — le dichiarazioni del viceministro dell’Economia riprese dalla cronaca politica — e non risulta ancora una conferma indipendente da altre fonti istituzionali o di mercato sui dettagli della decisione.
Il prezzo di 2,25 euro al litro per il gasolio rappresenta il dato più recente disponibile al momento della pubblicazione: eventuali variazioni legate a un nuovo intervento sullo sconto fiscale, se e quando deciso, modificheranno questo riferimento.
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