Tre campagne di scavo ampliano la mappa dell'Italia romana
Ad Aquinum, a Sant'Angelo in Vado e sull'Appia Antica, tre università portano alla luce nuove strutture e iscrizioni: un cippo con nuove divinità, un portico monumentale e il primo scavo in un settore inedito della Villa dei Tritoni.
Tre cantieri archeologici, in tre diverse regioni d’Italia, hanno restituito nuovi elementi sulla città romana nelle ultime settimane. Per ciascuna delle tre notizie la fonte disponibile è al momento unica — le rispettive università o enti promotori degli scavi — e non risultano conferme indipendenti ulteriori: lo dichiariamo qui una volta per tutte, prima di entrare nel merito dei ritrovamenti.
Ad Aquinum, nel Lazio, la diciottesima campagna di scavo dell’Università del Salento ha portato alla luce un cippo decorato e un altare votivo in marmo. Sul cippo compare il nome del dedicante, probabilmente Caius Ammius Cammarus, anche se la lettura completa dell’iscrizione deve ancora essere verificata. Più significativo, dal punto di vista storico-religioso, è un nuovo frammento dell’altare: ha permesso di ricomporre parte di un’iscrizione finora nota solo in modo incompleto, riconoscendo le divinità a cui era dedicata — il Genio di Augusto, i Lari di Augusto e il Genio della Colonia.
A Sant’Angelo in Vado, nel Pesarese, la ventiquattresima campagna di scavo dell’Università di Macerata nell’antica città di Tifernum Mataurense ha aggiunto nuovi tasselli alla conoscenza dell’assetto urbano del sito. Il ritrovamento di un’ulteriore colonna rafforza l’ipotesi della presenza di un ampio portico lungo la fronte della palestra delle terme romane. Il cantiere si conferma anche un laboratorio di formazione sul campo per gli studenti dei corsi di laurea in Beni culturali e Archeologia.
A Roma, lungo l’Appia Antica, il Parco Archeologico e l’Università di Ferrara hanno avviato il primo scavo in un settore mai indagato della Villa dei Tritoni, al civico 55 di via Appia Antica. La villa è entrata nel patrimonio pubblico nel 2022, dopo che lo Stato esercitò il diritto di prelazione su alcune aste andate deserte. Lo scavo ha già riportato alla luce strutture murarie in opera reticolata e tracce di diverse fasi di frequentazione dell’edificio. Il cantiere è stato aperto al pubblico in occasione dell’Appia Day del 3 e 4 ottobre.
Tre storie diverse, un filo comune: in ciascun caso sono le università — Salento, Macerata, Ferrara — a condurre gli scavi, spesso in collaborazione con gli enti di tutela locali, e in ciascun caso i cantieri si confermano anche spazi di formazione per studenti di archeologia e beni culturali.
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