Le grandi intelligenze artificiali cinesi corrono verso la Borsa di Hong Kong
Dopo il caso DeepSeek, le principali startup cinesi di intelligenza artificiale preparano quotazioni miliardarie: Moonshot punta a Hong Kong, Kling AI ha già scelto le banche d'affari.
Il settore cinese dell’intelligenza artificiale si sta muovendo in massa verso i mercati finanziari. DeepSeek, la startup che lo scorso anno aveva scosso il settore globale dell’IA, sta raccogliendo almeno 12 miliardi di dollari in vista di una possibile quotazione in Borsa, secondo quanto riportato da fonti di mercato riprese da Reuters e Bloomberg.
Sulla stessa strada si muove Moonshot, che prepara una quotazione a Hong Kong dopo aver raggiunto una valutazione di 50 miliardi di dollari. Ancora più avanti nel processo è Kling AI, controllata dal gruppo Kuaishou, che ha già scelto le banche d’affari per il proprio debutto in Borsa. Secondo fonti cinesi riprese da Sina, Kling AI potrebbe quotarsi a Hong Kong già dal prossimo anno, con una raccolta stimata di almeno un miliardo di dollari e il supporto di CICC, Goldman Sachs e UBS come banche incaricate dell’operazione.
A inquadrare questa corsa verso i mercati arriva un dato citato dalla stampa cinese e attribuito a un rapporto di Bloomberg Intelligence: il vantaggio tecnologico statunitense sulla Cina nel campo dell’intelligenza artificiale sarebbe sceso al minimo storico del 3%. È un dato che, se confermato, aiuta a spiegare perché gli investitori stiano guardando con crescente interesse alle quotazioni delle società cinesi del settore: un divario tecnologico percepito come sempre più ridotto rende più attraenti, agli occhi dei mercati, le prospettive di crescita di queste aziende.
Le tre operazioni — DeepSeek, Moonshot, Kling AI — raccontano fasi diverse dello stesso fenomeno: DeepSeek cerca ancora capitali privati prima di un possibile approdo in Borsa, Moonshot ha già fissato Hong Kong come piazza di destinazione, Kling AI ha già selezionato gli istituti che cureranno il collocamento. È una sequenza che indica quanto il mercato dei capitali di Hong Kong si stia affermando come piazza di riferimento per le grandi aziende cinesi di intelligenza artificiale in cerca di quotazione.
Il dato del 3% di vantaggio tecnologico residuo, se confermato nelle prossime settimane da altre fonti, diventerà probabilmente il parametro con cui si misurerà la corsa tra Stati Uniti e Cina nell’intelligenza artificiale.
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