Roma anticipa la Festa del Cinema e punta su Bardem e Tessa Ross
La ventunesima edizione, dal 13 al 25 ottobre, apre prima del solito per rispondere alla crescita delle iscrizioni. Due premi alla carriera segnano il programma: all'attore spagnolo e alla produttrice britannica Tessa Ross.
La Festa del Cinema di Roma torna per la ventunesima volta dal 13 al 25 ottobre, con Monica Vitti scelta come volto ufficiale della manifestazione. La direzione artistica resta affidata a Paola Malanga, che ha deciso di anticipare la data d’apertura rispetto alle edizioni precedenti.
La scelta non è casuale: l’organizzazione ha motivato l’anticipo con l’aumento dei film iscritti quest’anno e con le richieste arrivate da produttori e distributori legati al cinema indipendente, un segmento che la Festa rivendica come proprio terreno distintivo rispetto ad altri grandi appuntamenti internazionali. Ad aprire la rassegna sarà Il rumore delle cose nuove di Paolo Genovese, inserito nella sezione Grand Public pensata per il grande pubblico.
Il cuore simbolico dell’edizione 2026 è però nei riconoscimenti alla carriera. Javier Bardem riceverà il Premio alla Carriera consegnato dal regista Paolo Sorrentino, in un passaggio di testimone tra due figure che negli ultimi quindici anni hanno segnato il cinema europeo e internazionale con approcci molto diversi tra loro. Bardem arriverà a Roma accompagnando anche El ser querido, il nuovo film del regista spagnolo Rodrigo Sorogoyen, confermando un legame diretto tra il premio e la presenza in sala dell’attore.
Accanto a Bardem, la Festa assegna per la prima volta con questo rilievo un riconoscimento rivolto non a un interprete ma a chi i film li produce: l’Industry Lifetime Achievement Award va alla produttrice britannica Tessa Ross, il cui nome è legato a titoli entrati nella storia recente del cinema d’autore come Billy Elliot, In Bruges e La zona d’interesse. È un segnale che la Festa prova a inviare al proprio settore di riferimento, quello dell’industria, spesso meno visibile del red carpet ma determinante per la sopravvivenza del cinema indipendente che la rassegna dice di voler sostenere.
Il programma 2026 introduce inoltre una novità assoluta: l’esordio del premio Gillo Pontecorvo, intitolato al regista napoletano autore de La battaglia di Algeri, che quest’anno viene assegnato a Notre salut del regista belga Emmanuel Marre. La scelta di dedicare un nuovo riconoscimento a Pontecorvo colloca la Festa in una linea di continuità con un cinema politico e d’impegno civile, distinguendo l’identità della rassegna romana da quella di altri festival europei concentrati più sul mercato che sull’autorialità.
Il presidente della Fondazione Cinema per Roma, Salvatore Nastasi, ha sintetizzato l’ambizione dietro queste scelte dichiarando: «Ci eravamo prefissati di diventare un punto di riferimento per il cinema indipendente».
Va segnalato che, al momento della pubblicazione, la notizia proviene da un’unica origine — la Fondazione Cinema per Roma, che ha diffuso il programma attraverso un comunicato ripreso da più testate — e non risultano ancora conferme indipendenti sui dettagli del programma. Le prossime settimane, con l’avvicinarsi dell’apertura del 13 ottobre, permetteranno di verificare la tenuta di un calendario che intreccia cinema d’autore, premi all’industria e una scommessa sulla crescita delle iscrizioni rispetto alle edizioni precedenti.
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