La Camera approva in via definitiva la nuova legge elettorale
Con 227 voti favorevoli e 164 contrari a scrutinio segreto, la Camera chiude l'iter della riforma voluta dal governo Meloni: tornano le preferenze con capilista bloccati.
La Camera ha approvato in via definitiva la riforma della legge elettorale con 227 voti favorevoli e 164 contrari, a scrutinio segreto. Il testo, ribattezzato Stabilicum o Melonellum, reintroduce le preferenze dei cittadini abbinandole a capilista bloccati nelle liste dei partiti, come riportano Today.it e Sky TG24.
Il voto arriva al termine di un percorso parlamentare segnato da tensioni sulla tenuta della maggioranza. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva detto, prima dell’approvazione, che un mancato via libera avrebbe fatto cadere il governo. Dopo il voto, Meloni ha definito «surreale» il dibattito sulla data delle prossime elezioni politiche, ipotizzate per maggio o giugno.
«Centrodestra unito» — Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio
Il meccanismo dello scrutinio segreto, utilizzato per il voto finale, ha reso meno prevedibile l’esito fino all’ultimo, in un contesto che il governo aveva indicato come decisivo per la propria tenuta. La reintroduzione delle preferenze cambia il modo in cui gli elettori potranno scegliere i propri rappresentanti rispetto al sistema precedente, pur mantenendo il meccanismo dei capilista bloccati per una parte dei seggi.
Alla vigilia del voto, lo spread tra Btp e Bund tedeschi a dieci anni è salito a 112 punti, un movimento che i mercati hanno osservato nelle ore in cui si giocava l’esito parlamentare della riforma. Il dato colloca la tensione sui titoli di Stato italiani in un contesto di osservazione più ampia da parte degli investitori nei giorni dell’approvazione.
Il nodo aperto ora riguarda la tempistica delle prossime elezioni politiche: nessuna data ufficiale è stata fissata, ma la finestra indicata da Meloni — maggio o giugno — resta il riferimento su cui si misurerà il dibattito politico nelle prossime settimane. Il testo approvato alla Camera conclude comunque l’iter legislativo della riforma, definito dal governo come condizione per la propria stabilità.
← Archivio · Prima pagina · Editoriali passati · Segnala un errore