Fmi avverte: il debito pubblico mondiale verso il 100% del Pil
La direttrice del Fondo monetario internazionale Kristalina Georgieva segnala il rischio di un debito globale pari all'intera produzione economica del pianeta, mentre i rendimenti dei titoli di Stato di Usa, Germania e Giappone toccano livelli che non si vedevano da decenni.
La direttrice generale del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva, ha avvertito che il debito pubblico globale è destinato a superare il 100% del prodotto interno lordo mondiale. Lo ha fatto in vista delle assemblee annuali di Fmi e Banca Mondiale, in programma a Bangkok, secondo quanto riportano ANSA e Sky TG24.
Il contesto citato da Georgieva è quello dei rincari energetici legati alle tensioni in Medio Oriente, che secondo la direttrice hanno contribuito a portare i rendimenti dei titoli di Stato a dieci anni di Stati Uniti, Germania e Giappone ai livelli più alti da decenni. Un rendimento più alto significa per i governi un costo maggiore per rifinanziare il debito esistente e per emetterne di nuovo: più lo Stato paga per prendere a prestito, più risorse del bilancio pubblico vengono assorbite dal pagamento degli interessi invece che da altre voci di spesa.
Nel suo intervento, riportato dalle due agenzie, Georgieva ha chiesto ai governi di presentare piani credibili di consolidamento fiscale, cioè politiche di riduzione del disavanzo tra entrate e uscite dello Stato. Non sono stati resi noti, nelle fonti disponibili, una scadenza precisa indicata dal Fmi per raggiungere la soglia del 100%, né una scomposizione Paese per Paese della previsione: l’allarme, per come è stato riportato, riguarda la traiettoria aggregata del debito mondiale, non una proiezione puntuale su singole economie.
Le assemblee annuali di Fmi e Banca Mondiale a Bangkok rappresentano la sede in cui queste indicazioni verranno discusse con i ministri finanziari e i governatori delle banche centrali dei Paesi membri. Resta da vedere, nei prossimi giorni, se dall’incontro emergeranno impegni fiscali specifici da parte delle principali economie o se l’allarme resterà, per ora, una segnalazione di rischio senza misure concordate.
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