La popolazione europea comincerà a calare dal 2029, le migrazioni non bastano a invertire il trend
Le proiezioni Eurostat EUROPOP2025 indicano un picco di 453,3 milioni di abitanti nell'Ue nel 2029, seguito da un declino strutturale che la sola componente migratoria non riesce a compensare.
Le proiezioni Eurostat EUROPOP2025, che coprono il periodo 2025-2100, indicano che la popolazione dell’Unione europea crescerà fino a un picco di 453,3 milioni di abitanti nel 2029, per poi avviare un declino di lungo periodo, secondo quanto riportano Percorsi di Secondo Welfare e Orticalab, entrambi basati su Eurostat EUROPOP2025 e sul Demography Report 2026 della Commissione europea. La notizia proviene al momento da un’unica origine (Eurostat EUROPOP2025, ripresa da due testate); nessuna conferma indipendente ulteriore disponibile.
Il dato centrale delle proiezioni riguarda il peso della componente migratoria nello scenario demografico europeo: in assenza di immigrazione, entro la fine del secolo gli abitanti dell’Unione risulterebbero inferiori di circa 130 milioni rispetto allo scenario di base — un calo di circa un terzo — con un indice di dipendenza degli anziani superiore di 12 punti percentuali. È lo stesso scenario di base — comprensivo cioè delle migrazioni attese — a generare il picco del 2029 seguito dal declino.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Picco popolazione Ue | 453,3 milioni (2029) |
| Differenza senza migrazioni a fine secolo | circa un terzo in meno, -130 milioni |
| Perdita media lavoratori l’anno (2025-2050) | 1,2 milioni |
| Quota europei su popolazione mondiale | dal 5,4% (2025) al 3,4% (2100) |
Il Demography Report 2026 della Commissione stima una perdita media di 1,2 milioni di lavoratori l’anno tra il 2025 e il 2050, un dato che misura l’effetto combinato di invecchiamento e calo delle nascite sulla forza lavoro disponibile nell’Unione. Sul piano globale, la quota di europei sulla popolazione mondiale scenderà dal 5,4% del 2025 al 3,4% entro il 2100, un ridimensionamento che le proiezioni collocano su un arco di quasi ottant’anni.
Il limite dichiarato dalle fonti riguarda proprio la natura previsionale dei dati: le cifre sul 2100 derivano da uno scenario di base che include ipotesi sui flussi migratori futuri, e il confronto con lo scenario privo di migrazioni serve a isolare il peso di questa sola variabile rispetto alle altre componenti demografiche — natalità e mortalità — che restano soggette a revisione nelle edizioni successive delle proiezioni Eurostat.
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