Bruxelles valuta più margini fiscali per Italia e Grecia su energia e difesa
La Commissione europea apre a un esame più approfondito delle richieste di flessibilità avanzate da Roma e Atene, pur escludendo nuove misure generali. Giorgetti si dice fiducioso sull'esito del confronto.
La Commissione europea ha dato un primo riscontro alle richieste di maggiore flessibilità fiscale avanzate da Italia e Grecia sulle spese per energia e difesa, accompagnandolo però con un invito alla prudenza sui conti pubblici dei due paesi.
A delineare la posizione di Bruxelles è stato il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis, che ha escluso l’introduzione di nuove misure generali di flessibilità per tutti gli Stati membri, ma ha annunciato che la richiesta italiana sarà oggetto di un esame più approfondito rispetto a quanto fatto finora. Secondo Dombrovskis, il quadro delle regole di bilancio già vigente tiene conto dell’aumento dell’inflazione registrato negli ultimi mesi, un elemento che la Commissione considera nel valutare i margini a disposizione dei singoli paesi.
Dal lato italiano, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha commentato l’apertura di Bruxelles dicendosi fiducioso sull’esito del confronto in corso con la Commissione.
Il nodo riguarda la possibilità, per Italia e Grecia, di scorporare o attenuare il peso di alcune voci di spesa — quelle legate a energia e difesa — nel calcolo che determina il rispetto dei vincoli di bilancio europei. Si tratta di una richiesta che tocca direttamente il modo in cui Bruxelles valuterà i conti pubblici dei due paesi nei prossimi mesi, in un contesto in cui entrambi i governi hanno segnalato la necessità di spese aggiuntive su questi due fronti.
Il dossier a disposizione non specifica una tempistica per la conclusione dell’esame annunciato da Dombrovskis, né chiarisce quale forma concreta potrebbe assumere l’eventuale margine di flessibilità riconosciuto a Roma e Atene. Resta da vedere, nei prossimi passaggi tecnici tra i ministeri economici e la Commissione, se l’apertura verbale di oggi si tradurrà in una modifica effettiva dei parametri applicati ai due paesi.
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