Ex Ilva, produzione ferma a Taranto: sciopero nazionale lunedì
Acciaierie d'Italia sospende l'area a caldo dello stabilimento pugliese e annuncia la fermata anche a Genova e Novi Ligure entro metà novembre. I sindacati proclamano uno sciopero di 24 ore in tutti gli impianti.
Da venerdì 9 ottobre sono sospese tutte le attività produttive dell’area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto, il più grande polo siderurgico italiano. Acciaierie d’Italia, la società che gestisce gli impianti, ha comunicato anche la “fermata temporanea generale” degli stabilimenti di Genova e Novi Ligure, prevista entro il 15 novembre.
Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato 24 ore di sciopero in tutti gli stabilimenti del gruppo per lunedì 12 ottobre, una mobilitazione nazionale che riguarda l’intera filiera produttiva, non solo Taranto. Le organizzazioni sindacali denunciano l’assenza di una prospettiva concreta di ripresa dell’attività, limitando per ora il confronto con l’esecutivo alla sola gestione degli ammortizzatori sociali: «L’unico aspetto oggetto attualmente della discussione con il Governo è quello degli ammortizzatori sociali» — segreterie nazionali Fim, Fiom e Uilm.
La vicenda si inserisce in un contenzioso giudiziario ancora aperto: la Corte di Cassazione è chiamata a pronunciarsi il 20 ottobre sui ricorsi relativi allo stabilimento. L’esito di quella decisione potrebbe incidere sui tempi e sulle modalità di una eventuale ripresa produttiva, oggi bloccata su più fronti contemporaneamente.
Il caso ex Ilva rappresenta da anni uno dei nodi più complessi della politica industriale italiana: uno stabilimento strategico per la produzione di acciaio nazionale, al centro di contenziosi ambientali, giudiziari e occupazionali che si sono sovrapposti nel tempo senza una soluzione definitiva. La sospensione dell’area a caldo di Taranto, cuore produttivo dell’impianto, segnala una fase di stallo che coinvolge l’intera catena produttiva del gruppo, dalla Puglia alla Liguria al Piemonte.
Va segnalato che la notizia proviene al momento da un’unica origine (ANSA); nessuna conferma indipendente disponibile sui dettagli del confronto tra governo e sindacati citati dalle organizzazioni sindacali.
Lo sciopero di lunedì arriva dunque in un momento di sospensione produttiva su tre impianti del gruppo, con la decisione della Cassazione del 20 ottobre come prossima scadenza rilevante per l’evoluzione della vertenza.
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