Tokyo si unisce ai grandi festival: promozione a classe A per il cinema giapponese
Il Tokyo International Film Festival entra dal 2026 nel ristretto gruppo dei festival di classe A insieme a Cannes, Berlino, Venezia, Locarno e San Sebastián. La 39ª edizione porta 204 film da 112 paesi e tre nuove sezioni dedicate al cinema asiatico.
Il Tokyo International Film Festival cambia status. Dal 2026 la manifestazione giapponese è stata classificata come festival di categoria A secondo il nuovo processo di accreditamento della FIAPF, la federazione internazionale che regola il calendario dei grandi eventi cinematografici mondiali. Un riconoscimento che colloca Tokyo accanto a Cannes, Berlino, Venezia, Locarno e San Sebastián, dopo anni in cui il festival giapponese occupava una posizione di secondo piano nella gerarchia internazionale.
La 39ª edizione si svolgerà dal 26 ottobre al 5 novembre nell’area di Yurakucho-Marunouchi-Ginza, nel cuore di Tokyo. Il programma, reso noto il primo ottobre, conta 204 film provenienti da 112 paesi: 83 titoli giapponesi e 35 anteprime mondiali. Quarantasette film sono diretti o co-diretti da donne, un dato che il festival segnala come parte di un percorso più ampio di apertura.
L’apertura è affidata a un film musicale giapponese, ‘Sukiyaki’ di Zeze Takahisa, che racconta la storia dietro la celebre canzone pop cantata da Kyu Sakamoto. La chiusura spetta invece a ‘Colony’ del regista sudcoreano Yeon Sang-ho, scelta che conferma l’attenzione del festival al cinema regionale oltre i confini nazionali.
Accanto alla promozione di rango, il festival introduce tre iniziative strutturali. La prima è una sezione chiamata Nippon Cinema Now, che assegnerà un premio per il miglior film e un premio speciale della giuria, valutati da una giuria mista di membri giapponesi e internazionali: uno spazio pensato per dare visibilità sistematica alla produzione nazionale dentro una cornice di giudizio globale. La seconda è Crosscut Asia+, sviluppata in collaborazione con la Japan Foundation e dedicata al cinema del sud-est asiatico, area spesso sottorappresentata nei grandi festival generalisti. La terza è il Kashiko Kawakita Award, istituito per onorare le donne nel cinema, intitolato alla storica figura dell’importazione e distribuzione cinematografica giapponese del Novecento.
Il festival assegnerà inoltre il Kurosawa Akira Award, intitolato al regista di ‘Rashomon’ e ‘I sette samurai’, ai registi O Mipo e Mohammad Rasoulof. La presenza di Rasoulof, cineasta iraniano noto per i conflitti con la censura del proprio paese, aggiunge al riconoscimento una dimensione che va oltre il merito strettamente artistico.
Il salto di categoria non è un dettaglio burocratico. I festival di classe A godono di un vincolo di esclusività sulle anteprime mondiali concorrenti, uno status che storicamente ha concentrato il potere contrattuale di Cannes, Berlino e Venezia nella scelta dei titoli più ambiti dalle case di produzione internazionali. L’ingresso di Tokyo in questo gruppo ridistribuisce, almeno in parte, la mappa dei luoghi dove il cinema mondiale sceglie di mostrarsi per la prima volta.
Va segnalato che la notizia proviene da un’unica origine — il Tokyo International Film Festival stesso, attraverso il proprio sito ufficiale e le relative riprese giornalistiche — e che al momento non risultano conferme indipendenti sui criteri applicati dalla FIAPF per l’attribuzione del nuovo status. Il festival descrive l’obiettivo delle nuove sezioni come il rafforzamento della portata internazionale del cinema giapponese e la formazione di nuovi talenti in collaborazione con il resto dell’Asia.
La rassegna chiuderà i battenti il 5 novembre, dopo undici giorni di proiezioni distribuite tra sale commerciali e spazi espositivi del centro di Tokyo.
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