Bilancio Ue 2028-2034, la presidenza irlandese propone un taglio di 141 miliardi
La bozza negoziale presentata da Dublino riduce dell'8% la proposta della Commissione europea. Gli ambasciatori dei Ventisette la esamineranno domenica 11 ottobre.
La presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea ha presentato una bozza per ridurre di 141 miliardi di euro il prossimo bilancio pluriennale dell’Unione, relativo al periodo 2028-2034. È uno sviluppo che il giornale non aveva ancora raccontato: la proposta è stata diffusa nella giornata di oggi e sarà sottoposta agli ambasciatori dei Ventisette domenica 11 ottobre.
Secondo la bozza, l’importo complessivo del bilancio scenderebbe a 1.622 miliardi di euro a prezzi 2025, un taglio che corrisponde all’8% rispetto alla proposta originaria della Commissione europea. La riduzione non colpisce in modo uniforme tutte le voci di spesa: il capitolo dedicato a competitività economica, ricerca e difesa subirebbe un taglio del 13%, con una dotazione che scenderebbe a 456 miliardi di euro. Il programma Global Europe, che finanzia le relazioni esterne dell’Unione, verrebbe ridotto del 17%, fino a 157 miliardi di euro.
| Voce | Taglio proposto | Dotazione risultante |
|---|---|---|
| Bilancio totale | -8% | 1.622 miliardi di euro |
| Competitività, ricerca, difesa | -13% | 456 miliardi di euro |
| Global Europe | -17% | 157 miliardi di euro |
Il percorso negoziale prevede ora tre tappe ravvicinate: dopo l’esame degli ambasciatori di domenica, i ministri degli Affari europei discuteranno la proposta il 13 ottobre, mentre il vertice dei capi di Stato e di governo è fissato per il 15 e 16 ottobre. Sono giornate che diranno se il compromesso proposto da Dublino raccoglie il consenso necessario tra i Ventisette, a partire dai Paesi che finora hanno chiesto un bilancio più contenuto.
La bozza resta, per ora, una proposta negoziale: il testo dovrà essere discusso e potenzialmente modificato nei prossimi incontri prima di arrivare a un accordo definitivo tra gli Stati membri. Il negoziato arriva in un contesto in cui diversi governi, definiti nel dibattito europeo come Paesi “frugali”, chiedono da tempo una riduzione della spesa comune rispetto alle cifre indicate inizialmente dalla Commissione. La proposta irlandese sembra muoversi in quella direzione, pur mantenendo priorità dichiarate su competitività e difesa comune.
Resta da vedere quale sarà la posizione del Parlamento europeo, che dovrà co-decidere sul testo finale insieme al Consiglio prima che il nuovo quadro finanziario pluriennale possa entrare in vigore nel 2028.
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