A Siponto riemergono due chiese di epoche diverse
La campagna di scavi 2026 nell'area archeologica di Manfredonia porta alla luce un edificio di culto del V-VI secolo e una chiesa medievale, presentati in un open day.
Nella campagna di scavi 2026 condotta a Siponto, nel territorio di Manfredonia, sono tornate alla luce due chiese di epoche diverse: un edificio di culto risalente al V-VI secolo e una chiesa di epoca medievale. Lo riferiscono Stato Quotidiano e L’Attacco, entrambi con origine nelle università coinvolte nello scavo e nella concessione del Ministero della Cultura: due fonti indipendenti che confermano la scoperta.
La campagna è diretta da Giovanni De Venuto e Giuliano Volpe dell’Università di Bari, insieme a Roberto Goffredo e Maria Turchiano dell’Università di Foggia, su concessione del Ministero della Cultura. Al cantiere hanno partecipato circa 70 tra studenti, dottorandi e specializzandi provenienti da diverse università italiane, un numero che testimonia la dimensione didattica oltre che scientifica dell’intervento.
L’11 ottobre si è tenuto un open day nell’area archeologica, occasione in cui i risultati della campagna sono stati presentati al pubblico. L’iniziativa ha permesso di mostrare direttamente sul sito i resti dei due edifici di culto riportati alla luce nel corso dell’anno, offrendo ai visitatori un accesso diretto alle strutture appena scavate e al lavoro ancora in corso sul terreno.
La compresenza di due chiese costruite a distanza di secoli l’una dall’altra nello stesso sito racconta la stratificazione storica dell’area sipontina, dove l’insediamento tardoantico e quello medievale si sono sovrapposti nel tempo lasciando tracce distinte nel sottosuolo. La campagna di scavo 2026 ha contribuito a documentare questa stratificazione attraverso il lavoro coordinato di quattro università e di decine di partecipanti, sotto la supervisione dei responsabili scientifici del progetto. Le due università di riferimento, Bari e Foggia, hanno condotto l’intervento nell’ambito della concessione rilasciata dal Ministero della Cultura, che regola l’accesso e le modalità di scavo nell’area archeologica.
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