L'Ue prepara il pacchetto di sanzioni più ampio contro Mosca
Dopo il voltafaccia di Trump, Bruxelles accelera su nuove misure contro la Russia; il dossier Ucraina entra anche nell'agenda del Consiglio Affari Esteri del 12 ottobre.
L’Unione europea sta preparando quello che viene descritto come il pacchetto di sanzioni più ampio finora varato contro la Russia. La decisione arriva, secondo quanto riferito, in risposta a un cambio di posizione di Donald Trump, e la spinta dell’Unione è stata confermata dall’alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas.
Nel mirino del nuovo pacchetto ci sono 1.646 tra individui e società. È un numero che, da solo, indica la dimensione dell’operazione rispetto ai pacchetti sanzionatori precedenti, pur senza che il dossier fornisca qui un termine di paragone numerico diretto.
«Fortissimo segno di coesione della Ue, in questo momento è fondamentale» — Simoni, analista Iai
Il tema si intreccia con l’agenda del Consiglio Affari Esteri dell’Unione europea, riunito oggi, 12 ottobre. I ministri degli Esteri dei Ventisette discuteranno la guerra di aggressione russa contro l’Ucraina e l’escalation della campagna ibrida condotta da Mosca contro l’Unione e i suoi Stati membri, oltre alla situazione in Medio Oriente alla luce degli sviluppi più recenti. Sul tavolo anche l’impatto dell’allargamento sulla sicurezza dell’Unione e, tra gli affari correnti, il dossier Georgia.
Il Consiglio di oggi si colloca a pochi giorni da un appuntamento più ampio: il 15 e il 16 ottobre i leader dell’Unione si riuniranno a Bruxelles per discutere di competitività, Ucraina, nuovo quadro finanziario pluriennale, Medio Oriente, difesa e sicurezza europea, migrazione e allargamento. Il nuovo pacchetto di sanzioni, se confermato nei prossimi giorni, arriverebbe dunque alla vigilia di un vertice che riunisce gran parte dei temi al centro della politica estera europea di questa fase.
Resta da vedere come il pacchetto sanzionatorio, con i suoi 1.646 soggetti colpiti, verrà formalmente discusso e approvato nelle prossime riunioni istituzionali, a partire proprio dal confronto tra i ministri degli Esteri riuniti oggi a Bruxelles.
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