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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Economia e Mercati · Analisi lunedì 12 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Mps convoca un cda straordinario dopo il rilancio dell'Opas di Intesa

Un blocco di azionisti superiore a un terzo del capitale si oppone al piano dell'amministratore delegato Lovaglio; il passaggio decisivo resta l'assemblea del 29 ottobre.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Phil Evenden su Pexels

Il Monte dei Paschi di Siena ha convocato per lunedì pomeriggio un consiglio di amministrazione straordinario, dopo il rilancio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo e l’emersione di un blocco di azionisti superiore a un terzo del capitale del Monte, che ha manifestato l’intenzione di bocciare il piano alternativo proposto dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio.

Il rilancio di Intesa Sanpaolo consiste in un aumento di 25 centesimi per azione della componente in contanti della propria offerta. È in risposta a questa mossa che Mps ha convocato, per lunedì 12 ottobre, il cda straordinario.

Il fronte degli azionisti contrari al piano di Lovaglio potrebbe allargarsi ulteriormente: se anche Francesco Gaetano Caltagirone aderisse alla holding della famiglia Del Vecchio, lo schieramento critico verso l’amministratore delegato supererebbe il 31% del capitale della banca senese.

La convocazione del cda straordinario segna un’accelerazione nella partita tra Mps e Intesa Sanpaolo, che si gioca su due piani paralleli: da un lato la contesa diretta tra le due banche sui termini dell’offerta, dall’altro la tenuta interna della governance del Monte, messa alla prova da un azionariato sempre più diviso sulla strategia da seguire di fronte al rilancio della concorrente.

Il cda di lunedì dovrà valutare come rispondere formalmente al rilancio di Intesa Sanpaolo, in un contesto in cui la posizione dell’amministratore delegato appare indebolita dalla dimensione raggiunta dal fronte critico. La decisione del consiglio arriverà a poco più di due settimane dall’assemblea che chiamerà gli azionisti a esprimersi sull’offerta.

Il passaggio centrale, su cui si misurerà l’esito definitivo della vicenda, resta l’assemblea degli azionisti fissata per il 29 ottobre. Sarà in quella sede che il fronte critico verso il piano Lovaglio — oggi stimato oltre un terzo del capitale, con margine di crescita legato all’eventuale adesione di Caltagirone — potrà tradurre la propria posizione in un voto formale sull’Opas di Intesa Sanpaolo.

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