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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Cultura · Analisi lunedì 12 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

A Siponto riemergono due chiese di epoche diverse

Gli scavi delle Università di Bari e Foggia nel quartiere portuale di Manfredonia portano alla luce un edificio paleocristiano inglobato in una chiesa medievale.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Nevtuğ Yalçın su Pexels

Nel quartiere portuale di Siponto, a Manfredonia, la campagna di scavo archeologico condotta dalle Università di Bari e di Foggia ha riportato alla luce due chiese di epoche differenti. La prima risale al V-VI secolo dopo Cristo e sarebbe dedicata ai martiri Agata e Stefano; questo edificio di culto paleocristiano è stato in seguito inglobato in una chiesa di epoca medievale, costruita sopra e intorno ai resti più antichi.

La scoperta restituisce la stratificazione di un luogo di culto che ha attraversato secoli di storia, con una struttura più recente che non ha cancellato quella precedente ma l’ha incorporata nel proprio impianto. È un tipo di sovrapposizione che gli archeologi incontrano spesso in siti di lunga frequentazione religiosa, dove ogni fase costruttiva si innesta su quella che la precede invece di sostituirla integralmente.

La direzione scientifica della campagna di scavo è affidata a Giovanni De Venuto e Giuliano Volpe, dell’Università di Bari, e a Roberto Goffredo e Maria Turchiano, dell’Università di Foggia. Il coinvolgimento di due atenei pugliesi nello stesso progetto conferma l’interesse accademico per l’area archeologica di Siponto, già nota per la sua importanza come insediamento costiero in epoca tardoantica e medievale. Si tratta di un sito che nei secoli ha visto succedersi fasi insediative diverse, dal porto romano all’abitato altomedievale, fino al progressivo spopolamento che portò alla fondazione della vicina Manfredonia.

Il ritrovamento delle due chiese si inserisce in una fase di scavi attivi sul territorio, condotta con metodo stratigrafico per distinguere le diverse fasi costruttive dell’area. Il lavoro sul campo richiede di separare con precisione gli strati appartenenti all’edificio paleocristiano da quelli della sovrastruttura medievale, un’operazione che permette di ricostruire non solo l’aspetto architettonico delle due chiese ma anche i tempi e le modalità della loro successione. Restano da definire i tempi e le modalità con cui i due edifici religiosi, una volta completata la documentazione scientifica, potranno essere resi accessibili o ulteriormente studiati dalle due università che dirigono il progetto.

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