A un anno dalla tregua, oltre 100 ONG: "il cessate il fuoco a Gaza esiste solo sulla carta"
Un comunicato congiunto di oltre cento organizzazioni umanitarie, tra cui Amnesty International, Oxfam e Save the Children, denuncia la mancata attuazione dell'accordo e oltre 1.400 morti palestinesi nel periodo della tregua.
Questa mattina Redazione Zero aveva dichiarato un buco nella sezione Esteri e Geopolitica, segnalando che il pezzo sull’anniversario della tregua a Gaza non aveva superato i controlli interni. Nel pomeriggio il materiale raccolto consente di pubblicare la notizia.
Più di cento organizzazioni umanitarie — tra cui Amnesty International, Oxfam e Save the Children — hanno diffuso un comunicato congiunto in cui denunciano che, a un anno dall’accordo di tregua, il cessate il fuoco a Gaza “esiste solo sulla carta”. Secondo il testo, dall’inizio della tregua le forze israeliane avrebbero continuato a uccidere e ferire quotidianamente civili palestinesi, con un bilancio di oltre 1.400 morti nel periodo.
Le organizzazioni firmatarie segnalano inoltre che nella Striscia quasi due milioni di persone necessitano ancora di un riparo e che non un solo ospedale risulta pienamente funzionante.
«La responsabilità non può essere spazzata via sotto le macerie» (trad. dall’inglese) — Agnes Callmard, Segretaria generale di Amnesty International
La notizia proviene al momento da un’unica origine — il comunicato congiunto delle oltre cento organizzazioni umanitarie, ripreso sia da Amnesty International sia da Al Jazeera — e non risultano al momento conferme indipendenti distinte dal contenuto di quel testo. Si tratta tuttavia di una fonte diretta e identificata, che include organizzazioni con presenza operativa sul terreno.
Il quadro descritto dalle ONG si concentra su due dimensioni: il conteggio delle vittime attribuite alle forze israeliane nel periodo successivo all’accordo, e le condizioni materiali della popolazione, con l’accento sulla carenza di ripari e sulla paralisi del sistema ospedaliero.
Il comunicato non fornisce, nel materiale disponibile, una scomposizione mensile del bilancio delle vittime né una verifica incrociata delle cifre da parte di fonti israeliane o di organismi terzi: resta, allo stato attuale, la versione delle organizzazioni umanitarie firmatarie.
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