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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Economia e Mercati · Analisi martedì 13 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Il Nobel per l'economia premia i modelli sulla stabilità macroeconomica

Robert Hall e Michael Woodford vincono il premio della Banca di Svezia per i loro studi sulle politiche di stabilizzazione economica.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Abhishek Navlakha su Pexels

Il 12 ottobre il premio della Banca di Svezia in scienze economiche in memoria di Alfred Nobel è stato assegnato a Robert E. Hall, professore alla Stanford University, e a Michael Woodford, professore alla Columbia University, come riportano Sveriges Riksbank e SVT Nyheter.

Secondo la motivazione diffusa dalla Reale Accademia delle Scienze svedese, i due economisti sono stati riconosciuti per lo sviluppo di nuovi modelli macroeconomici che hanno migliorato la capacità di attuare politiche di stabilizzazione efficaci. Si tratta di un filone di ricerca che riguarda direttamente il lavoro quotidiano delle banche centrali e dei governi: come intervenire su inflazione, occupazione e cicli economici limitando gli effetti collaterali delle decisioni di politica monetaria e fiscale.

L’attribuzione del premio a due accademici statunitensi conferma un ambito di studio — quello della risposta agli shock economici — che negli ultimi anni ha assunto rilievo crescente, dopo le turbolenze innescate da pandemia, crisi energetiche e tensioni commerciali globali. Un resoconto dell’agenzia Associated Press, ripreso da Britannica, colloca il riconoscimento proprio nell’ambito degli studi sulla gestione degli shock economici.

Secondo quanto riferito da SVT Nyheter, quella di quest’anno è la cinquantottesima edizione del premio, istituito dalla Banca di Svezia e non previsto nel testamento originario di Alfred Nobel ma assegnato secondo gli stessi principi dei premi scientifici. Con Hall e Woodford, il numero complessivo di economisti premiati nella storia del riconoscimento sale a 101.

Il lavoro dei due economisti si inserisce in una tradizione di ricerca macroeconomica che ha progressivamente spostato l’attenzione dai modelli puramente teorici verso strumenti applicabili alle decisioni reali di politica economica. La rilevanza pratica di questi modelli emerge con particolare chiarezza nei periodi di instabilità, quando le banche centrali devono calibrare gli strumenti a disposizione — tassi di interesse, misure straordinarie, comunicazione delle proprie intenzioni ai mercati — per contenere le conseguenze di shock imprevisti sull’economia reale.

Non è la prima volta che il premio della Banca di Svezia riconosce ricerche nell’ambito della macroeconomia e delle politiche di stabilizzazione, un filone che negli ultimi decenni ha prodotto diversi riconoscimenti a economisti impegnati nello studio delle crisi finanziarie e delle risposte istituzionali. L’assegnazione di quest’anno conferma l’interesse del comitato per studi con ricadute dirette sulle scelte dei decisori pubblici, in un contesto globale segnato da incertezza economica persistente.

Le due fonti sui protagonisti e sulla motivazione del premio — Sveriges Riksbank e SVT Nyheter — fanno riferimento allo stesso annuncio della Reale Accademia delle Scienze svedese, mentre il resoconto ripreso da Associated Press offre un’angolatura indipendente sul tema degli shock economici. Il numero complessivo dei premiati, secondo SVT Nyheter, sale a 101 con l’inclusione di Hall e Woodford nella serie storica del riconoscimento.

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