La sonda Hera dell'Esa arriva in anticipo sull'asteroide Dimorphos
Le buone prestazioni della navicella hanno permesso manovre più aggressive: l'arrivo sul sistema binario Didymos-Dimorphos è ora previsto a novembre, un mese prima del calendario originario.
La missione Hera dell’Agenzia Spaziale Europea arriverà sul sistema binario di asteroidi Didymos-Dimorphos con un mese di anticipo rispetto al programma originario.
La sonda è diretta verso i due corpi celesti per studiare gli effetti dell’impatto lasciato dalla missione Dart della Nasa, che nel 2022 ha colpito intenzionalmente Dimorphos. L’arrivo era inizialmente previsto più avanti nell’anno, ma le buone prestazioni della navicella hanno permesso al team della missione di progettare manovre più aggressive, consentendo a Hera di raggiungere l’obiettivo già a novembre 2026.
L’annuncio della revisione del calendario è arrivato dall’Esa nel corso di ottobre, dopo che le verifiche sulle prestazioni della sonda ne hanno confermato l’affidabilità per un approccio più rapido al sistema binario rispetto a quanto pianificato in origine.
La missione si inserisce in un filone di esplorazione degli asteroidi che nel 2026 vede diverse agenzie spaziali attive su obiettivi analoghi: Hera rappresenta, in questo contesto, il tassello europeo dedicato alla verifica scientifica di una tecnica di difesa planetaria già sperimentata dagli Stati Uniti con la missione Dart.
Il materiale raccolto non specifica la data esatta di arrivo entro il mese di novembre, né il dettaglio delle manovre di avvicinamento che la sonda eseguirà una volta raggiunto il sistema Didymos-Dimorphos. Non emergono inoltre indicazioni sui tempi previsti per la raccolta e la trasmissione dei primi dati scientifici una volta completato l’arrivo.
La notizia proviene al momento da un’unica origine — la ricostruzione pubblicata da NASASpaceFlight.com sulla base degli annunci dell’Esa — e non risultano, nel materiale raccolto, conferme indipendenti sui dettagli delle nuove manovre.
Resta fissato, a oggi, un solo dato certo: l’arrivo a novembre 2026, con un mese di anticipo sul calendario comunicato in precedenza dall’Agenzia Spaziale Europea.
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