Bilancio, il Parlamento vota il documento di programmazione tra le critiche di Monti
Mentre le Camere votano il Documento programmatico di finanza pubblica tra le critiche del senatore a vita Mario Monti, il Consiglio dei ministri si riunisce in serata per il Documento di bilancio da inviare a Bruxelles entro il 15 ottobre.
Oggi è il giorno in cui il Parlamento vota il Documento programmatico di finanza pubblica 2026 e la relazione sullo scostamento di bilancio, la base contabile obbligatoria su cui sarà costruita la manovra finanziaria. Il passaggio è stato segnato da interventi critici, tra cui quello del senatore a vita Mario Monti, che ha descritto la fase attuale dell’economia internazionale come una svolta.
«Una fase che si chiamerà crisi del debito pubblico mondiale» — Mario Monti, senatore a vita
Tra le opposizioni, la deputata del Pd Cecilia Guerra ha criticato le modalità con cui il governo ha gestito il dibattito in Aula.
«Solidarietà al ministro Giorgetti che ha parlato di fronte ad un’Aula vuota… è indecente» — Cecilia Guerra, deputata Pd
Mentre le Camere discutono il documento di programmazione, il governo lavora in parallelo su un altro fronte. Il Consiglio dei ministri si è riunito oggi alle 19 a Palazzo Chigi con un’agenda che comprende il Documento programmatico di bilancio, da inviare alla Commissione europea entro il 15 ottobre come primo assaggio della legge di bilancio 2027. Tra i provvedimenti all’esame del Consiglio dei ministri figurano anche il nuovo Codice della strada e un decreto dedicato all’ex Ilva.
Sullo sfondo di questi due passaggi istituzionali resta la questione sollevata nei giorni scorsi dalla premier Giorgia Meloni: il pressing sull’Unione europea per ottenere maggiore flessibilità sui conti pubblici legati ai costi dell’energia. Le prime pagine dei quotidiani nazionali hanno aperto sul tema, segnalando anche il rischio che questa battaglia sulla flessibilità europea possa finire per condizionare il taglio dell’Irpef previsto dal governo. La premier ha rivendicato un approccio negoziale nei confronti di Bruxelles.
«Non siamo nell’Ue per dire solo sì» — Giorgia Meloni, presidente del Consiglio
I tre fili — il voto parlamentare sul documento di programmazione, la riunione del Consiglio dei ministri sul Documento di bilancio vero e proprio, e il negoziato con l’Unione europea sulla flessibilità energetica — convergono tutti verso la stessa scadenza: l’invio del Documento programmatico di bilancio alla Commissione europea entro il 15 ottobre, che resta il prossimo appuntamento formale del percorso verso la manovra 2027.
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