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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Economia e Mercati · Analisi martedì 13 ottobre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Nobel per l'Economia 2026 a Hall e Woodford, premiati i modelli anti-recessione

L'Accademia Reale Svedese delle Scienze ha assegnato il riconoscimento ai due economisti statunitensi per gli studi sui fondamenti microeconomici della stabilizzazione macroeconomica.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Nataliya Vaitkevich su Pexels

Il Premio Nobel per le Scienze economiche 2026 è stato assegnato agli statunitensi Robert E. Hall e Michael Woodford, secondo quanto riportano Il Fatto Quotidiano e Skuola.net.

L’Accademia Reale Svedese delle Scienze ha motivato il riconoscimento con il lavoro dei due studiosi sui fondamenti microeconomici della stabilizzazione macroeconomica: ricerche che spiegano, a partire dal comportamento di imprese e famiglie, come si formino i cicli di espansione e contrazione dell’economia.

I modelli elaborati da Hall e Woodford sono oggi strumenti di riferimento per governi e banche centrali nel calibrare le risposte alle recessioni e nel contenere le fasi di surriscaldamento economico, quando una crescita troppo rapida alimenta pressioni inflazionistiche. Il contributo dei due economisti ha riguardato in particolare il modo in cui le aspettative di imprese e consumatori influenzano l’efficacia delle politiche monetarie e fiscali, un tema diventato centrale nel dibattito sulle banche centrali dopo le crisi degli ultimi due decenni.

Il premio ammonta a 12 milioni di corone svedesi, circa 1,06 milioni di euro, e sarà consegnato il 10 dicembre a Stoccolma, data in cui si tiene tradizionalmente la cerimonia per tutti i Nobel assegnati nel corso dell’anno.

Il riconoscimento si inserisce in una serie recente di premi Nobel per l’economia dedicati ai meccanismi di funzionamento dei mercati e delle politiche pubbliche, un filone che negli ultimi anni ha visto l’Accademia privilegiare studi con applicazioni dirette alla gestione delle crisi economiche rispetto a contributi di teoria pura.

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