A Brera arrivano gli occhiali che descrivono i capolavori ai visitatori ciechi
La Pinacoteca milanese avvia un percorso con dispositivi intelligenti capaci di raccontare otto opere a persone cieche e ipovedenti: un progetto che unisce musei e industria tecnologica.
Da oggi la Pinacoteca di Brera, a Milano, apre un nuovo percorso chiamato “Sensing Art”, pensato per rendere più autonoma la visita delle persone cieche e ipovedenti. Il progetto utilizza occhiali intelligenti sviluppati da Meta ed EssilorLuxottica, dotati di un sistema che descrive a voce otto capolavori scelti tra le collezioni del museo.
L’iniziativa segna un passaggio significativo nel modo in cui i musei affrontano il tema dell’accessibilità. Non si tratta più soltanto di audioguide o di pannelli in braille, ma di un dispositivo indossabile che fornisce una descrizione vocale dell’opera. L’esperienza è disponibile su prenotazione dal martedì al venerdì, dalle 10 alle 16.30.
La collaborazione tra una delle maggiori società di occhialeria al mondo, un colosso tecnologico statunitense e un museo statale italiano racconta anche una tendenza più ampia: l’ingresso di grandi aziende private nella progettazione di servizi museali, un terreno finora dominato da enti pubblici e associazioni di settore. Brera non è nuova a sperimentazioni di questo tipo, ma la scelta di puntare su una tecnologia proprietaria, sviluppata da due aziende con interessi commerciali diretti nel settore degli occhiali e dell’intelligenza artificiale, pone una questione che meriterà attenzione nei prossimi mesi: chi definisce gli standard di accessibilità nei luoghi della cultura, e con quali criteri vengono scelte le opere da rendere accessibili rispetto alle altre.
Va detto che la notizia proviene al momento da un’unica origine, il comunicato congiunto della Pinacoteca di Brera, di Meta e di EssilorLuxottica: nessuna conferma indipendente è al momento disponibile, né valutazioni di associazioni per i diritti delle persone con disabilità visiva, né dati su un’eventuale sperimentazione precedente in altri musei.
Resta da capire, una volta che il progetto sarà in funzione da qualche settimana, quale sarà il riscontro di chi ne beneficia direttamente: la differenza tra un comunicato stampa e un servizio che funziona nella pratica quotidiana di un museo affollato come Brera si misura nell’uso reale, non nell’annuncio. Le otto opere scelte per il debutto del percorso non sono state rese note nel materiale diffuso finora.
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