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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Europa · Analisi mercoledì 14 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Francia, quinta giornata di mobilitazione studentesca: il governo risponde con fondi e supplenti

I liceali francesi tornano a bloccare le scuole contro la carenza di risorse. Il governo annuncia nuove assunzioni e un aumento di budget, mentre Macron chiede calma.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Regan Dsouza su Pexels

Martedì mattina studenti e liceali francesi hanno ripreso i blocchi in diverse città del paese, aprendo quello che gli organizzatori definiscono il quinto atto di una mobilitazione contro la carenza di risorse nelle scuole. Secondo le prime stime, almeno duecento istituti dovrebbero restare chiusi nella giornata di protesta, un numero inferiore rispetto alle settimane precedenti, segno di una possibile flessione nella partecipazione.

La protesta arriva dopo settimane di tensione tra il mondo scolastico e il governo sul tema delle risorse destinate agli istituti superiori. Alla vigilia della giornata di mobilitazione, il presidente Emmanuel Macron ha lanciato un appello alla calma, cercando di disinnescare sul piano politico una protesta che si ripete da settimane senza una soluzione definitiva.

Sul fronte delle misure concrete, il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray ha annunciato il dispiegamento di tremila insegnanti supplenti nelle scuole interessate dalla carenza di personale, insieme a un aumento di un miliardo di euro del budget complessivo del ministero. Si tratta della risposta più strutturata finora offerta dall’esecutivo da quando è iniziata la mobilitazione.

La vicenda ha acquisito visibilità internazionale con la partecipazione a Parigi dell’attivista svedese Greta Thunberg, che si è unita ai cortei degli studenti francesi. La sua presenza ha attirato attenzione mediatica su una mobilitazione che, fino a quel momento, era rimasta circoscritta prevalentemente alla cronaca interna francese.

Il contrasto tra l’entità delle misure annunciate dal governo — tremila supplenti e un miliardo di euro aggiuntivo — e la persistenza della protesta, seppure in forma ridotta rispetto alle settimane precedenti, segnala che la questione potrebbe non risolversi con il solo annuncio di nuove risorse. Il numero di istituti bloccati, pur in calo, resta comunque significativo per una mobilitazione studentesca giunta al suo quinto appuntamento.

Resta da vedere se l’annuncio del ministro Geffray sarà sufficiente a chiudere la fase di protesta o se le prossime settimane vedranno nuove giornate di mobilitazione. Il dato dei duecento istituti coinvolti in questa giornata rappresenta, al momento, l’indicatore più recente disponibile sull’andamento della protesta.

La notizia proviene al momento da un’unica origine (Euronews/AFP); nessuna conferma indipendente disponibile.

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