Sciopero generale in Toscana, 15mila a Massa contro i pacchetti sicurezza
La Cgil Toscana ha proclamato uno sciopero regionale che ha fermato trasporti e scuole; in piazza a Massa Carrara la protesta si lega ai processi seguiti al corteo pro Gaza del 2025.
Uno sciopero generale regionale proclamato dalla Cgil Toscana ha fermato per l’intera giornata settori pubblici e privati, compresi i servizi affidati in appalto. Treni, autobus e attività scolastiche hanno subito l’interruzione prevista dalla mobilitazione sindacale.
Il punto più alto della protesta si è registrato a Massa Carrara, dove circa 15.000 persone hanno manifestato nell’ambito dell’iniziativa intitolata “La protesta non è reato”. Il corteo ha unito due piani distinti ma collegati nelle rivendicazioni dei promotori: la contestazione ai provvedimenti noti come “Pacchetti Sicurezza” e la solidarietà verso le persone che sono state citate a giudizio dopo una manifestazione tenutasi il 3 ottobre 2025 contro il conflitto a Gaza.
Lo sciopero si inserisce in un filone di mobilitazioni sindacali che negli ultimi mesi hanno affiancato rivendicazioni sul piano del lavoro a prese di posizione politiche su temi di ordine pubblico e libertà di manifestazione. La dimensione regionale dell’iniziativa — non una vertenza locale isolata, ma un fermo esteso a tutta la Toscana — segnala un livello di mobilitazione che va oltre la contingenza del singolo territorio.
Il nesso tra la protesta sui Pacchetti Sicurezza e la vicenda giudiziaria legata al corteo del 2025 mostra come, a un anno di distanza da quella manifestazione, il tema resti un terreno di scontro pubblico tra organizzazioni sindacali e istituzioni. La scelta di legare uno sciopero generale a un procedimento giudiziario in corso indica che la questione non si è esaurita nell’immediatezza dei fatti dello scorso ottobre, ma continua a essere un punto di riferimento nelle rivendicazioni sindacali toscane.
Non risultano, al momento, dichiarazioni ufficiali di controparti istituzionali o datoriali sui contenuti specifici della protesta, né bilanci ufficiali sui disagi causati dallo sciopero ai trasporti pubblici regionali.
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