Meloni al Consiglio europeo: flessibilità su energia e Ucraina, frecciate interne
Prima del vertice di Bruxelles la premier ha chiesto ai partner Ue una risposta coordinata al caro energia e ha criticato l'apertura Usa al gasolio russo, mentre in Parlamento ha indirizzato critiche al Movimento 5 Stelle.
Alla vigilia del Consiglio europeo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riferito alle Camere le linee che intendeva portare al vertice di Bruxelles: flessibilità fiscale, sostegno all’Ucraina e una risposta comune al rincaro dei prezzi dell’energia (Today.it).
Sul tavolo europeo la richiesta italiana ha toccato più fronti: una risposta coordinata e rapida al caro energia, lo stop al sistema di scambio delle quote di emissione Ets, un bilancio comunitario privo di nuove tasse e finanziamenti per strutture di accoglienza per migranti sul modello dell’accordo con l’Albania (Gazzetta di Reggio).
Nello stesso intervento alle Camere, Meloni ha segnalato come un rischio l’apertura manifestata da Donald Trump all’ingresso di gasolio russo, un tema che si intreccia con la richiesta di compattezza europea sulle sanzioni e sull’energia. La linea del governo italiano cerca così di tenere insieme due piani: da un lato la pressione su Bruxelles per misure di sostegno economico interno, dall’altro la richiesta di coerenza nel fronte occidentale sulle forniture energetiche legate alla Russia (Today.it).
Il discorso parlamentare non si è limitato ai temi europei: la premier ha rivolto alcune critiche alle opposizioni, in particolare al Movimento 5 Stelle e al suo presidente Giuseppe Conte, in un passaggio che precede di poche ore il confronto con gli altri leader Ue (Today.it).
Va segnalato che le informazioni qui riportate provengono da due testate — Today.it e Gazzetta di Reggio — delle quali non è possibile accertare l’indipendenza reciproca della provenienza primaria: non è escluso che entrambe derivino dalla medesima copertura di agenzia della seduta parlamentare e del vertice di Bruxelles.
Il programma del governo per il vertice intreccia dunque tre dossier distinti — bilancio Ue, energia e politica migratoria — con la gestione diplomatica delle sanzioni alla Russia, in un contesto in cui le scelte di Washington sul gasolio russo vengono presentate da Roma come un fattore di rischio per la tenuta del fronte occidentale.
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