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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Esteri e Geopolitica · Analisi giovedì 15 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Nuovo attacco Houthi su Riad: aeroporto chiuso, un morto e divieto di diffondere immagini

I ribelli yemeniti colpiscono ancora impianti Aramco e lo scalo King Khalid della capitale saudita. Le autorità prolungano lo stop ai voli e vietano la pubblicazione di video dell'attacco, mentre gli Houthi promettono nuove azioni.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di K su Pexels

I ribelli yemeniti Houthi hanno condotto un nuovo attacco contro obiettivi strategici dell’Arabia Saudita, colpendo impianti del gruppo petrolifero Aramco e l’aeroporto internazionale King Khalid di Riad. Lo riferisce Il Fatto Quotidiano, secondo cui le milizie filoiraniane hanno già annunciato l’intenzione di proseguire le operazioni nei prossimi giorni.

A rivendicare l’azione è stato il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, che ha indicato come bersagli un sito Aramco a Dhahran, l’aeroporto della capitale e una raffineria della stessa compagnia a Riad. Saree ha parlato di un’operazione militare di ampio respiro e ha fatto intendere che altre ne seguiranno, confermando la strategia del gruppo yemenita di colpire infrastrutture energetiche e logistiche saudite a più riprese.

Il bilancio più aggiornato arriva da Adnkronos, che cita l’Autorità generale per l’aviazione civile saudita: nell’attacco contro l’aeroporto King Khalid è morto un cittadino pakistano residente nel Paese e altre undici persone sono rimaste ferite. Per la gravità dell’episodio la stessa autorità ha disposto la proroga della sospensione delle operazioni aeroportuali, necessaria per completare le verifiche di sicurezza sulle strutture colpite.

Parallelamente, il governo di Riad ha reso noto che la diffusione di video e immagini relativi all’attacco costituisce reato, una misura che limita la circolazione di informazioni indipendenti sull’entità dei danni proprio nelle ore in cui si contano le vittime e si valuta la portata dell’operazione. Il divieto si inserisce in una linea già seguita dal regno saudita in occasione di precedenti attacchi Houthi, volta a contenere l’impatto mediatico interno ed esterno di azioni che colpiscono simboli della sicurezza nazionale come l’aeroporto della capitale e gli impianti del principale produttore di petrolio del Paese.

L’attacco conferma la persistente capacità operativa degli Houthi di colpire in profondità il territorio saudita nonostante anni di conflitto e di tentativi di mediazione internazionale. Aramco, colosso energetico quotato e pilastro dell’economia saudita, resta un bersaglio ricorrente delle milizie yemenite, che vi hanno già indirizzato attacchi con droni e missili in passato. La scelta di colpire contemporaneamente un sito produttivo e il principale scalo aereo della capitale segnala un salto di intensità rispetto alle azioni isolate contro singole infrastrutture.

Resta da verificare l’entità reale dei danni agli impianti Aramco, su cui né la compagnia né il governo saudita hanno fornito, al momento, cifre dettagliate. La sospensione dei voli al King Khalid, non ancora revocata, prolunga i disagi per i passeggeri e mantiene alta l’attenzione internazionale su un fronte del conflitto yemenita che, a distanza di anni dal suo inizio, continua a produrre vittime civili e a colpire infrastrutture critiche della regione del Golfo.

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