L'inflazione Usa riaccende le vendite sui titoli dell'intelligenza artificiale
Un dato sui prezzi al consumo statunitensi più alto delle previsioni ha spinto gli investitori a liberarsi dei titoli tecnologici, trascinando al ribasso le borse asiatiche e pesando sulle contrattazioni di Wall Street.
Le borse asiatiche hanno aperto giovedì con ribassi marcati, dopo una seduta già negativa a Wall Street innescata da dati sull’inflazione statunitense superiori alle attese. Il timore che prezzi più alti del previsto possano far slittare o ridimensionare i tagli dei tassi d’interesse ha spinto gli investitori a liquidare posizioni sui titoli più esposti, a partire da quelli legati all’intelligenza artificiale.
L’indice sudcoreano Kospi ha perso il 7,7%, scendendo a 5.548,78 punti, secondo i dati riportati da Euronews Italia. Investing.com Italia riferisce invece una perdita del 7,2% per lo stesso indice, mentre il Nikkei 225 giapponese è sceso del 4,7%. La differenza tra le due cifre sul Kospi riflette probabilmente momenti diversi di rilevazione nella stessa seduta, ma in entrambi i casi si tratta di uno dei cali più severi degli ultimi mesi per la borsa di Seul. L’indice MSCI Asia Pacific è calato di quasi il 3%, avviandosi verso il livello più basso da luglio.
La scossa era partita la sera precedente a Wall Street. L’S&P 500 ha ceduto l’1,1%, il Dow Jones è sceso dello 0,1% e il Nasdaq, l’indice più legato ai titoli tecnologici, ha perso l’1,9%. Le vendite si sono concentrate sui nomi più direttamente associati alla corsa agli investimenti sull’intelligenza artificiale: Nvidia ha perso il 3,2%, Broadcom il 3,1% e AMD il 5,7%.
Il meccanismo che lega un dato sull’inflazione ai titoli tecnologici è ormai consolidato nei mercati: i settori ad alta crescita attesa, come quello dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale, vengono valutati soprattutto sui profitti futuri. Quando le aspettative sui tassi d’interesse salgono — perché l’inflazione resta alta e la banca centrale è meno libera di allentare la politica monetaria — il valore attuale di quei profitti futuri si riduce, e le azioni più costose in rapporto agli utili correnti sono le prime a essere vendute.
Il caso del Kospi segnala inoltre quanto il comparto asiatico dei semiconduttori sia ormai integrato nello stesso ciclo di sentiment degli Stati Uniti: le aziende coreane, fornitrici chiave di componenti per l’infrastruttura dell’intelligenza artificiale, hanno subito un contraccolpo proporzionalmente più ampio di quello osservato a Wall Street la sera precedente, segno di un effetto di amplificazione tipico dei mercati più legati all’export tecnologico.
Resta da vedere se il movimento sia un aggiustamento temporaneo dopo mesi di rialzi concentrati su un numero ristretto di titoli, o l’inizio di una revisione più ampia delle valutazioni nel settore. Il dato sull’inflazione statunitense che ha innescato le vendite non è riportato nel dettaglio dalle fonti disponibili, un elemento che resta da verificare nelle prossime comunicazioni ufficiali.
Fonti: Euronews Italia, Investing.com Italia
← Archivio · Prima pagina · Editoriali passati · Segnala un errore