Albania, terzo giorno di proteste studentesche: 55 arresti
Migliaia di studenti in strada a Tirana chiedono le dimissioni del primo ministro Edi Rama; la polizia comunica 55 arresti e 98 procedimenti dopo gli scontri della vigilia.
In Albania prosegue la mobilitazione studentesca contro il governo guidato da Edi Rama. Il 15 ottobre segna il terzo giorno consecutivo di proteste, un tema che le Brevi di questo giornale avevano soltanto accennato nelle scorse edizioni: qui ne diamo per la prima volta una ricostruzione completa.
Secondo quanto riporta Bold News, migliaia di liceali e studenti universitari sono scesi in strada a Tirana, bloccando alcune vie della capitale. La stessa testata segnala boicottaggi delle lezioni in scuole e università, con mobilitazioni registrate anche in altre città albanesi, oltre alla capitale.
I manifestanti hanno chiesto le dimissioni del primo ministro Edi Rama entro le tredici del 15 ottobre, una scadenza esplicita posta al governo nel corso della giornata.
Sul fronte della repressione, la polizia albanese ha comunicato, attraverso Euronews Albania, 55 arresti in flagranza e 98 persone sottoposte a procedimento penale per i fatti del giorno precedente, il 14 ottobre. Le stesse fonti riferiscono che 51 agenti delle forze dell’ordine sono rimasti feriti durante gli scontri di quella giornata.
Gli scontri del 14 ottobre hanno provocato danni a istituzioni statali, ad attività private, ad attrezzature e a veicoli, secondo la ricostruzione della polizia ripresa da Euronews Albania.
La convergenza tra le due fonti utilizzate permette di distinguere due piani della vicenda. Da una parte la dimensione di piazza raccontata da Bold News, con migliaia di giovani mobilitati e una scadenza politica posta direttamente al capo del governo. Dall’altra il conteggio ufficiale fornito dalla polizia di Stato e dalla Procura di Tirana, ripreso da Euronews Albania, sugli arresti, sui procedimenti aperti e sui feriti tra le forze dell’ordine nelle ultime ventiquattro ore.
Il terzo giorno di mobilitazione arriva dunque con un bilancio di tensione più alto rispetto a quanto si poteva ricostruire nei giorni precedenti, misurato nei numeri comunicati dalla polizia albanese sugli arresti e sui procedimenti aperti dopo gli scontri della vigilia.
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