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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Europa · Apertura venerdì 16 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Il Consiglio europeo si ferma sull'energia, Italia e Visegrad frenano sull'Ets

Il vertice di Bruxelles, per la prima volta disteso su due giornate, si chiude senza intesa sulle misure anti caro-energia: Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Italia e Grecia hanno chiesto di ammorbidire la sezione sul sistema di scambio delle quote di emissione.

Fotogramma d'archivio, non riferito ai fatti descritti
Video d'archivio, non riferito ai fatti descritti. Video di DUG DIH su Pexels

Il Consiglio europeo riunito a Bruxelles si è chiuso in stallo su una parte delle conclusioni dedicate all’energia. Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, il gruppo di Visegrad — Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria — sostenuto da Italia e Grecia, ha proposto di annacquare la sezione del documento conclusivo dedicata all’Ets, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione. La proposta ha spaccato la sala e ha costretto i leader a rinviare la definizione del testo.

Il vertice ha avuto un’agenda insolitamente fitta, tanto da svilupparsi su due giornate anziché una sola, come riferisce AdnKronos. Sul fronte energetico, i capi di Stato e di governo hanno comunque condiviso, secondo quanto scrive Il Globo, la necessità di misure a breve termine per proteggere famiglie, imprese ed economie nazionali dall’impatto dei costi energetici — un terreno comune che non si è però tradotto in un testo condiviso sull’Ets.

Alla vigilia del vertice, la premier Giorgia Meloni aveva riferito in Parlamento le priorità italiane. Davanti alle Camere, come riporta ANSA, Meloni ha indicato nel costo dell’energia il problema che oggi pesa più di tutti sulla competitività dell’economia italiana, sottolineando che il mix energetico del Paese mantiene ancora una quota significativa di gas. Una posizione che spiega, almeno in parte, l’allineamento di Roma con i Paesi che chiedevano un ammorbidimento delle regole sulle emissioni.

Il secondo fronte del vertice è stato il bilancio pluriennale dell’Unione. Al centro della trattativa, riferisce AdnKronos, c’è il reperimento di 450 miliardi di euro in nuove risorse proprie, proposto dalla Commissione a partire dal 2028, per finanziare il quadro finanziario 2028-2034. Una cifra che resta sul tavolo senza che il Consiglio abbia raggiunto un’intesa definitiva nella due giorni belga.

Nella seconda giornata di lavori, i leader hanno ascoltato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sugli sviluppi più recenti del conflitto, come conferma Il Globo. L’aggiornamento si inserisce in un vertice che ha dovuto tenere insieme, nello stesso ordine del giorno, la guerra alle porte dell’Unione e la tenuta dei bilanci nazionali di fronte al rincaro energetico — due dossier che, secondo quanto emerge dalle conclusioni ancora in discussione, restano intrecciati più che mai.

Sul fronte interno Meloni aveva anche ribadito che, rispetto all’Ucraina, la posizione del governo italiano non cambia, parole pronunciate in Parlamento prima di partire per Bruxelles. Una continuità di linea che l’Italia ha portato al tavolo europeo insieme alla richiesta, condivisa con altri cinque Paesi, di rivedere la sezione del documento sull’Ets.

«Il nostro obiettivo rimane quello di raggiungere un accordo entro la fine di quest’anno» — Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo

Il testo delle conclusioni resta dunque aperto sulla parte energetica, mentre il negoziato sul bilancio 2028-2034 e il nodo delle nuove risorse proprie da 450 miliardi proseguiranno nelle prossime settimane di trattativa tra Stati membri.

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