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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Cultura · Analisi venerdì 16 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Riemerge ad Agrigento il quartiere di Akragas raso al suolo dai cartaginesi

Gli scavi dell'Università di Milano nella Valle dei Templi riportano alla luce muri monumentali e canali idraulici distrutti nel 406 avanti Cristo; la notizia proviene al momento da un'unica origine, nessuna conferma indipendente disponibile.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Jennifer su Pexels

Nella Valle dei Templi di Agrigento, tra le case Montana e il giardino della Kolymbethra, sono stati riportati alla luce muri monumentali ed edifici distrutti nel 406 avanti Cristo, insieme ad antichi canali idraulici e a un ipogeo ricostruito dagli archeologi. Lo riferisce AgrigentoNotizie: la notizia proviene al momento da un’unica origine, e non è al momento disponibile una conferma indipendente.

Le scoperte arrivano dalla terza campagna di scavi condotta dall’Università degli Studi di Milano, che si concluderà il 24 ottobre. La missione è diretta dalla professoressa Claudia Lambrugo insieme all’archeologa del Parco Maria Concetta Parello, con il sostegno della Fondazione Fai. Sul pianoro di case Montana il team ha aperto due aree di scavo, ciascuna di circa dieci metri per dieci.

Il quartiere riportato alla luce era parte dell’antica Akragas, la città greca fondata in Sicilia, e la sua distruzione risale all’assedio cartaginese del 406 avanti Cristo, un evento che secondo la fonte ha interrotto bruscamente la vita urbana in quell’area, lasciando sotto le macerie strutture rimaste sepolte per oltre duemila anni. I canali idraulici individuati accanto ai muri monumentali suggeriscono un sistema di gestione dell’acqua articolato, mentre l’ipogeo ricostruito apre interrogativi sulla funzione originaria dell’ambiente sotterraneo.

Il cantiere, aperto nel cuore del parco archeologico più esteso della Sicilia, si affianca ad altri filoni di ricerca attivi nella Valle dei Templi, confermando l’area come uno dei punti di maggiore attività archeologica dell’isola in questa stagione di scavi. La campagna, destinata a chiudersi tra una settimana, lascia aperta la possibilità di ulteriori ritrovamenti nelle due aree ancora in corso di scavo.

Resta da vedere quali risultati emergeranno dalle ultime settimane di campagna prima della chiusura prevista per il 24 ottobre, e se altre istituzioni scientifiche confermeranno in seguito l’interpretazione proposta dal team dell’Università di Milano sulla funzione dei canali e dell’ipogeo rinvenuti.

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