Consiglio europeo, intesa notturna sull'energia: sbloccato il nodo Ets
Dopo ore di stallo, i leader Ue trovano un compromesso sul sistema di scambio delle emissioni; resta invece aperta la distanza sul bilancio pluriennale 2028-2034.
Il Consiglio europeo riunito a Bruxelles ha trovato, nella notte, l’intesa sull’energia che questa mattina sembrava lontana. Dopo ore di tensioni che avevano bloccato parte delle conclusioni del vertice, i leader dei Ventisette hanno raggiunto un accordo sul dossier energetico, il tema che aveva diviso la sala nella giornata di giovedì.
A sbloccare l’impasse è stato un compromesso sul sistema Ets2, il meccanismo europeo di scambio delle quote di emissione diventato il punto più controverso del negoziato. Il Consiglio ha deciso di invitare la Commissione europea ad aggiornare la valutazione d’impatto della misura: un passaggio procedurale che ha permesso di superare, almeno per ora, la contrapposizione emersa nelle ore precedenti.
Lo scontro era nato dalla proposta del gruppo di Visegrad - Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria - sostenuta da Italia e Grecia, di annacquare la sezione del documento conclusivo dedicata proprio all’Ets. Una posizione che si opponeva a quella di altri Stati membri, più inclini a mantenere inalterato l’impianto della misura, e che aveva prodotto il rinvio della definizione del testo raccontato da questo giornale nell’edizione di stamattina.
Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha commentato l’esito del negoziato dichiarando che l’Unione sta lavorando a una risposta coordinata ai prezzi elevati dell’energia, che pesano su famiglie e imprese e minano la competitività del blocco. Le sue parole arrivano al termine di un vertice che si è protratto più del previsto, proprio a causa delle divisioni sul capitolo energetico.
Il compromesso raggiunto nella notte non chiude la partita, ma la sposta in avanti: la richiesta di un aggiornamento della valutazione d’impatto rinvia nei fatti la decisione definitiva sull’Ets2 a un momento successivo, quando la Commissione avrà prodotto la nuova analisi chiesta dai leader. Resta da vedere quale sarà il contenuto di quella valutazione e se riuscirà a tenere insieme le posizioni distanti emerse in queste ore - da un lato i Paesi che, come l’Italia, chiedevano un alleggerimento della misura, dall’altro gli Stati che ne difendevano l’impianto originario.
Il vertice di Bruxelles ha affrontato in parallelo anche il capitolo del bilancio pluriennale dell’Unione per il periodo 2028-2034, su cui le posizioni restano molto più distanti. Il presidente Costa presenterà nelle prossime settimane un nuovo documento negoziale, confermando l’obiettivo di arrivare a un’intesa entro la fine dell’anno. La proposta attualmente sul tavolo, avanzata dalla presidenza di turno irlandese, prevede una dotazione complessiva di 1.620 miliardi di euro, una cifra inferiore ai 1.760 miliardi proposti inizialmente dalla Commissione europea. Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha fatto sapere che si opporrà a questa riduzione.
Il Consiglio europeo chiude dunque con un risultato a metà: un’intesa trovata sull’energia dopo ore di stallo, e un negoziato sul bilancio che si riapre nelle prossime settimane con un nuovo testo ancora da scrivere e con almeno uno Stato membro, la Spagna, già schierato contro l’impianto proposto dalla presidenza irlandese.
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